Il Tirreno

Tredici fiaccole in memoria della strage fascista di Guadine

S.L.
Tredici fiaccole in memoria della strage fascista di Guadine

I racconti, le parole, i ricordi di chi, il 24 agosto 1944, era presente al brutale rastrellamento di giovani, donne, vecchi e bambini 

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il ricordo

Strage di Guadine: una commemorazione celebrata sempre al buio, di sera, con la luce di tredici fiaccole, tante quante sono il numero delle vittime. E poi i racconti, le parole, i ricordi di chi, quel giorno del 24 agosto 1944, era presente.

Aveva otto anni quando vide i fascisti irrompere in paese, alle Guadine. Pietro Bertonelli non ha dimenticato il terrore, il sangue, la morte dentro casa. «Cominciarono a sparare. Con la zia e la nonna salimmo al terzo piano della casa. Al secondo piano si fermarono Ercole e Santina. Tre militari salirono le scale, che erano buie, e quando videro la sagoma di un uomo sul pianerottolo spararono. Ercole stramazzò a terra colpito a morte e sua figlia Santina, gridando, si gettò sul suo corpo. Nessuna pietà. I fascisti scaricarono anche su di lei il fuoco delle mitraglie. Salirono inferociti al piano superiore, il terzo. Uno di loro urlò “fuori”. Zia Fidalma mi stringeva la mano e mio fratello Umberto di quattro anni e mezzo scendeva accompagnato dalla nonna. Davanti ai nostri occhi, Ercole e Santina, l’una sull’altro, mentre il sangue si allargava sul pianerottolo e colava lungo le scale. Un’immagine agghiacciante che non auguro a nessuno di vedere mai. Ci catturarono tutti: giovani, donne, vecchi e bambini. Ci misero in fila e ci accompagnarono fino al bivio per Forno. I fascisti dissero che, se avessero udito un solo sparo partigiano, ci avrebbero massacrati tutti».

La testimonianza, raccolta dalla scrittrice Angela Maria Fruzzetti, è stata letta dall’attrice Alessandra Berti durante la 77° commemorazione della strage delle Guadine. Commovente è stata la consegna della targa a Pietro da parte della presidente dell’Anpi, Elena Emma Cordoni, e di Angela M. Fruzzetti, che ha raccolto le memorie degli ultimi sopravvissuti di quella strage che vide la morte di 13 civili. La targa è stata offerta da Daniele Tarantino dell’associazione Confimpresa Massa Carrara.

«Io ho acceso la scintilla, Angela Maria ha fatto il resto – ha detto Pietro, commosso, ricordando quella strage che per quasi settant’anni è stata dimenticata». Una serata densa di emozioni, con la lettura di altre testimonianze: quella di Diana Conti, presente, e di Giannina Berti. Hanno reso onore alle vittime di Guadine, l’onorevole Martina Nardi, la delegata per la montagna Giorgia Garau, il presidente della Fivl Giancarlo Rivieri e tutto il pubblico presente. La commemorazione è stata promossa da Comune di Massa, Anpi, Eventi sul Frigido, Aics Musica&Spettacolo, Fivl. Nella stessa giornata, la mattina, è stato celebrato il 77° anniversario dell’orribile eccidio di Vinca, che ha un filo comune con Guadine. S.L.

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di Redazione web