Proteste
Troppi cinghiali «Non bastano le misure adottate finora»
Il grido di allarme della Confederazione italiana agricoltori che chiede aiuto alla Regione: «Prolunghiamo la caccia»
Gianluca Uberti
AULLA. A costo di apparire ripetitivi, però è un dato di fatto che mai si erano visti così tanti cinghiali a imperversare per le campagne come quest’anno. Con il corollario degli inevitabili danni che questi animali arrecano, devastando coltivazioni alla ricerca di cibo. Comprensibile, quindi, la disperazione degli agricoltori, visto che i loro appezzamenti di terreno sono, letteralmente, assediati. Ma non vanno dimenticati, neppure, i semplici contadini per hobby, molti dei quali hanno rinunciato a fare l’orto: «Tanto non ne valeva la pena…» ripete sconsolato qualcuno.
Al fianco degli agricoltori danneggiati si schiera la Confederazione italiana agricoltori (Cia), che chiede di recuperare la stagione di caccia dell’anno passato e risarcimenti più rapidi. Una richiesta che arriva tramite il vicepresidente della CIA Toscana Nord, Luca Simoncini, responsabile per l’area di Massa Carrara: «La situazione è sempre più drammatica e questo evidenzia che le misure finora adottate non sono assolutamente sufficienti per arginare il dilagare degli ungulati e dei cinghiali in particolare, che causano danni notevoli alle aziende agricole, già in difficoltà a causa della pandemia e della crisi strutturale del comparto». Le incursioni degli ungulati nei campi coltivati, infatti, non mancano, ogni volta che si verificano, di causare danni che, però, tarderebbero ad essere risarciti.
«Ci stiamo muovendo – prosegue Simoncini – per dare un aiuto concreto ai nostri associati. Questo comprende anche un pressoché quotidiano impegno con la Regione Toscana, affinché il problema sia analizzato e vengano prese misure maggiormente risolutive rispetto a quanto fatto finora».
E questo perché, secondo la Cia, la decisione della Regione di far proteggere i terreni agli agricoltori stessi, dando loro la possibilità di effettuare una sorta di “autodifesa”, starebbe mostrando i suoi limiti, «non risolvendo, di fatto, un problema che, di giorno in giorno, si fa più grave».
«Dobbiamo considerare che l’agricoltura non sta vivendo un momento positivo – aggiunge Simoncini – e i danni causati dai cinghiali sono sicuramente un aggravio di problemi, di cui gli agricoltori non hanno bisogno».
Ma cosa fare concretamente? Per Simoncini, intanto, sarebbe necessario recuperare la stagione di caccia dello scorso anno, fortemente penalizzata a causa della pandemia da Covid-19, cosa che ha fatto sì che la popolazione dei cinghiali crescesse a dismisura. Ma questo non basta per Simoncini: «Sabato avremo modo di parlare con il consigliere regionale Giacomo Bugliani – conclude il vicepresidente della Cia Toscana Nord – nella trasmissione radiofonica che curiamo come Cia e, anche in quella sede, solleciteremo non solo un prolungamento dell’apertura della caccia, ma anche una procedura che permetta agli agricoltori di accedere ai risarcimenti per i danni causati dagli ungulati. Che questa sia più snella e, soprattutto, più rapida, in modo da non vedere penalizzata la propria attività».
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