Gioco
A pulire la scultura in ricordo di Cristina ci pensano i parenti
La statua è dedicata a tutte le vittime di femminicidio Ieri ricorreva il compleanno della donna uccisa
massa. Ci sono simboli e riti che hanno significati profondissimi, celebrazione del ricordo e della memoria. È con quella consapevolezza che, per anni, la famiglia Biagi, con l’associazione “Viva”, ha festeggiato pubblicamente, il 25 agosto, il compleanno di Cristina, vittima di femminicidio, uccisa il 28 luglio del 2013 dall’ex compagno. Da tre anni quel compleanno, la condivisione del dolore, il momento di riflessione su un tema di drammatica attualità come il femminicidio, non è più commemorazione e celebrazione collettiva, non lo è più per un clima che Alessio, fratello di Cristina, nel 2019, definiva «ben distante da ciò che esprimiamo specificatamente attraverso la manifestazione Viva!».
Non c’è il rito, ma il significato rimane e ieri, nel giorno del compleanno di Cristina, sono i suoi famigliari a pulire “Sophia”, la statua in piazza Aranci che ricorda lei, tutte le vittime di femminicidio,tutte le madri.
La famiglia Biagi più volte ha chiesto all’amministrazione una maggior cura nei riguardi di quella scultura, già vandalizzata sei volte e nei giorni scorsi non ha nascosto il proprio rammarico perché a due passi da “Sophia” è stato collocato un cestino dei rifiuti.
Ora il cestino non c’è più: sono stati tutti rimossi in piazza Aranci in vista del galà finale del premio Mercurio d’argento e la famiglia di Cristina Biagi si augura che di cestini accanto alla scultura non ne compaiano più.
Ieri mattina sono stati i parenti di Cristina a prendersi cura della scultura, a pulirla, a pulire la panchina in marmo che l’affianca. A lucidare la lastra su cui, a terra, sono incise le parole del Talmud sulla sacralità della donna. Lo hanno fatto nel giorno del compleanno di Cristina.
Il prendersi cura come infinito atto d’amore. Ricordo, presenza.
C.S.
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