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Le vasche di Quercia chiuse da otto anni Si prova a ripartire

Gianluca Uberti

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AULLA. Otto anni che sono inagibili le piscine del centro scolastico sportivo “Salvo D’Acquisto” a Quercia di Aulla.

Dall’estate 2013, infatti, quello che era il fiore all’occhiello del Comune di Aulla, il centro scolastico sportivo appunto, vede le piscine al proprio interno chiuse all’accesso a causa di un insanabile contenzioso fra la società che le gestiva, la Pianeta Sport di Carasco di Genova, e l’amministrazione comunale, a quel tempo guidata dall’ex sindaco Roberto Simoncini.

E pensare che le due vasche erano frequentatissime, non solo dagli sportivi, ma anche da chi voleva semplicemente svagarsi e divertirsi, soprattutto i più giovani.

Nel frattempo, qualche lavoro alla struttura del centro c’è stato, ma le piscine restano mestamente prive d’acqua.

E nel complicato iter burocratico attorno a una riapertura che non vede una data precisa, un passo avanti, almeno sulla carta, si è compiuto in questi giorni, con la determina numero 441 dell’Unione di Comuni Montana della Lunigiana, che stabilisce di affidare ad un professionista aullese l’incarico per la progettazione definitiva ed esecutiva e la direzione dei lavori affinché si realizzi l’intervento di “adeguamento e messa a norma impianti per la riapertura del Centro scolastico sportivo “Salvo D’Acquisto” in località Quercia di Aulla”.

L’importo dell’incarico sfiora i 16mila euro e si lega al finanziamento regionale di 200mila euro, erogato lo scorso anno nel contesto del Fondo regionale per la montagna a beneficio del Centro scolastico sportivo di Quercia di Aulla.

«Il tutto avendo una visione comprensoriale – commenta l’assessore al bilancio dell’Unione, il sindaco di Casola, Riccardo Ballerini –, perché le piscine di Quercia sono un bene di tutta la Lunigiana e il progetto per riportare a nuova vita il Centro è stato votato all’unanimità da tutti i sindaci presenti».

Un progetto che è cambiato, come si evince dalla deliberazione numero 48 della giunta dell’Unione: «Il progetto Fondo Montagna, a suo tempo presentato, non risulterebbe più funzionale alla normativa prevista per i centri natatori sportivi, in quanto l’impianto a “skimmer” non sarebbe più ammissibile, necessitandone uno a “sfioro”, e che la detta tipologia non troverebbe copertura economica adeguata nel finanziamento del Fondo Montagna 2020».

Di conseguenza, il Comune di Aulla ha presentato un progetto ad hoc per la realizzazione dell’impianto a sfioro in seno al bando “sport e periferie anno 2020”.

Di contro il finanziamento regionale del Fondo montagna sarebbe funzionale per il completamento del polo dell’atletica del centro scolastico sportivo.

Il tutto dopo avere ottenuto il nulla osta della Regione Toscana.

E intanto le piscine di Aulla festeggiano, come detto, gli otto anni di chiusura.

Gianluca Uberti

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