Il Tirreno

Le “fante valenti” al lavoro nel segno della memoria

Luca Barbieri
Le “fante valenti” al lavoro nel segno della memoria

Il 12 e 13 giugno scorsi il ricordo delle vittime un grande evento con i giovani protagonisti

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MASSA. Si legge “Fanti valenti”, ma in realtà «sono state quasi tutte “fante” a organizzare», ci fanno notare. È il nome dell’iniziativa che si è svolta per due giorni in via Arnaldo Pegollo, partigiano fornese a cui oggi è dedicata la strada appunto nel cuore del borgo e che è diventata per due giorni via XIII giugno, data difficile da dimenticare qui nelle montagne massesi (ma non solo).

Un luogo non casuale: è la «strada percorsa dai condannati appena prima della fucilazione», spiegavano nei mesi scorsi i promotori della manifestazione organizzata a Forno il 12-13 giugno passati, a 77 anni dalla strage nazi-fascista. Un percorso espositivo, multimediale con tanto di testimonianze video («raccolte negli anni novanta dall’associazione Occhioni e Magrini», si precisa), ma anche documenti, immagini e varie installazioni.

“Fanti valenti”, il nome come detto, anche se dietro all’iniziativa e all’attività di ricerca ci sono «dieci giovani ragazze di Forno», ci spiegano. Come tutte “fante”, in dialetto le ragazze, sono le protagoniste del laboratorio creativo “Pettirosso”, un vero e proprio atelier nato e cresciuto in questi sette anni nel paese. La memoria di quei giorni tradotta con la documentazione, il repertorio video, ma anche con gli allestimenti targati dal “Pettirosso” tra teli, fiori e molto altro ancora. «Siamo cinque donne tutte di Forno. Dal 2014 proviamo a ravvivare un po’ il paese con varie attività, come le nostre creazioni che aiutano ad autofinanziarci per gli eventi come il carnevale, la festa della befana, quelle pensate per i più piccoli», racconta Debora Balloni, tra le “anime” del laboratorio creativo che per il 12-13 giugno ha pensato ad allestire il percorso e più generalmente il paese in vista della ricorrenza che trova il ricordo plastico, scolpito, con il monumento all’ingresso della frazione. Dai papaveri rossi in terra, alle rose pronte ad alternarsi con i vari striscioni (tra cui quello con le parole di “Bella ciao”) e sul ponte. Poi i «teli della pace, sempre sulla strada per accompagnare il percorso multimediale e con le foto di quel giorno». Una 77esima ricorrenza che i “Fanti valenti” hanno organizzato in collaborazione con il circolo Arci XIII giugno, il laboratorio creativo appunto e sotto il patrocinio dell’Anpi.

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«13 giugno, una data, un luogo, una strada, l’ultima battuta da chi non vide nascere il sole del giorno dopo. Un giorno rosso sul calendario, un giorno di festa che festa non fu. Correva l’anno 1944, e le campane che avrebbero dovuto celebrare il santo suonarono a morto. Sessantotto volte, o forse più. Così ogni anno, da settantasette anni. Un fatto storico che quest’anno verrà raccontato attraverso un percorso che si snoderà nella strada interna del paese, via Arnaldo Pegollo trasformandosi così, metaforicamente e simbolicamente, in via XIII giugno, un itinerario tra testimonianze video rilasciate negli anni Novanta dai protagonisti di quel drammatico giorno. Un percorso multimediale e multisensoriale dove musica, parole e odori, cercheranno di rievocare sentimenti ed emozioni di chi visse ed assistette al brutale spettacolo della guerra», dettagliavano nei giorni precedenti alla manifestazione i promotori. Insomma, i giovani protagonisti per non dimenticare quella strage del giugno di 77 anni fa.

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