La manifestazione
«Il borgo come albergo diffuso»
La proposta degli abitanti visto il numero elevato di case disabitate
MASSA. Forno come albergo diffuso per tutto il paese? Perché no, risponde il gruppo di abitanti. E lo fa non solo ricalcando esperienze vicine di successo del territorio apuano, ma anche “numeri alla mano”, come si suol dire. Quelli che la docente di lettere Alessandra Fruzzetti tempo fa aveva analizzato in uno studio, un vero e proprio censimento che aveva individuato nel paese un centinaio di case disabitate e sulle quali sarebbe il caso di intervenire in maniera organica, spiegano. «Visto che non c’è un progetto su come rilanciare Forno e farlo con presupposti dal punto di vista turistico, penso che l’idea dell’albergo turistico possa unire più aspetti, tra cui quello delle tante case non più abitate per varie ragioni. Le istituzioni però dovrebbero darci una mano», riflette. Come? Certo i parcheggi, che tornano come un vero e proprio refrain, ma anche, suggerisce il gruppo, investimenti mirati per rendere sul fronte estetico più belle le abitazioni e anche una burocrazia più snella per permettere ai proprietari di casa di poter intervenire in qualche modo sullo stabile ai fini di questo ampio progetto. «Sono idee, per carità, anche se molti paesi un tempo spopolati sono rinati così. Solo con i progetti ad ampio raggio possiamo fare qualcosa di importante per Forno», si auspica dal paese.
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