Il Tirreno

dopo l’occupazione al nettuno 

Il comitato Npu al fianco dei manifestanti per le spiagge libere

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marina di massa. Ha raccolto sostegno da più parti l’iniziativa messa in atto nel pomeriggio di venerdì al bagno Nettuno dagli attivisti di “500 sulla battigia” contro le concessioni demaniali agli stabilimenti balneari e per il diritto a fruire della spiaggia libera. L’associazione Npu (Nuovi paesaggi urbani) nel sottolineare la propria condivisione dell’iniziativa afferma che «mai come in questo momento le spiagge libere rispecchiano la scarsa disponibilità a fornire questo servizio gratuito ai cittadini italiani, specialmente locali. Il Comitato “Nuovi Paesaggi Urbani” con questa presa di posizione esprime la più totale sintonia di quanto indicato da gruppo organizzatore. Il bagno Nettuno, coinvolto suo malgrado in questa manifestazione ha dimostrato capacità di riflessione sul come procedere e, ne siamo certi, condivide nella sostanza tale protesta nonostante abbia causato alcuni disagi ai propri clienti. Siamo altresì certi che altri gestori di bagni abbiano a cuore una corretta gestione delle spiagge libere che garantiscono, per la loro parte, quello status di decoro indispensabile a migliorare l’offerta turistica e l’appetibilità relativa allo scegliere il nostro territorio come meta opzionabile. Ci auguriamo che, nonostante l’essere giunti in prossimità della fine della stagione turistica si possa osservare, da subito, una mutata attenzione all’uso e alla gestione delle spiagge libere». Contro la cessione di beni della collettività «per il profitto di pochi, cioè privatizzare i profitti e socializzare le perdite» si esprime invece Rifondazione comunista di Massa. «Sul mare – si legge in una nota del partito – la legittima protesta delle cittadine ha evidenziato il problema della fruizione delle spiagge pubbliche: poche e dimenticate dall'amministrazione. Mentre il dibattito si centra sulla attuazione della Bolkestein, votata da tutti, dalla destra al Pd, sia in parlamento europeo che in quello italiano, nei periodi di crisi l'amministrazione comunale toglie il diritto di frequentare le spiagge a chi non se lo può permettere cedendo pezzi di arenili liberi ai privati, in cambio di servizi che spesso non vengono resi».

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