Il Tirreno

lutto 

Carrara dice addio al professor Franco Raso il “signore delle vette”

Insegnante al liceo artistico, alpinista e istruttore Cai si è spento a 73 anni «Una persona curiosa,  colta, proiettata al futuro»

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carrara. La grandissima parte dei sui 73 anni l’ha vissuta camminando centinaia di metri più in alto dei comuni mortali. Perché il mondo, visto da lassù, talmente su da non capire più se sei sulla terra o in cielo , per lui aveva un fascino indescrivibile. Oltre 50 anni per i monti, in cima alle vette più aspre del globo, inseguendo la propria passione che ha avuto il merito di far conoscere e trasmettere a tanti altri, giovani e meno giovani.

Ecco chi era il professor Franco Raso, insegnante al liceo artistico di Carrara, alpinista e istruttore del Cai, volontario del soccorso alpino, appassionato esploratore delle montagne del mondo, e infine abilissimo fotografo. Si è spento il 16 agosto scorso all’età di 73 anni.

«La sezione del Cai di Carrara – si legge in una nota dell’associazione – perde una delle figure di riferimento, un alpinista completo, valoroso e capace, attento e scrupoloso, che ha saputo abbinare sempre capacità e prudenza, anche nelle scalate più impegnative: possedeva infatti le doti innate di equilibrio e tranquillità che riusciva a trasmettere con naturalezza ai compagni».

Nelle Alpi Apuane aveva salito tutte le vie di roccia classiche (Nord del Pizzo, Sud del Contrario, le vie del Procinto, ecc.), e nel suo curriculum vi sono anche numerose ascensioni sulle Alpi e in Dolomiti con il compagno Bruno Nicolini. Ma soprattutto Raso è stato un appassionato di neve e ghiaccio: si ricordano numerose le salite in Apuane nella stagione invernale, in particolare è stato autore, in cordata con Andrea Marchetti, della prima invernale allo sperone Ovest del Pizzo delle Saette. Sulle Alpi, e soprattutto sul Monte Bianco, ove amava trascorrere le vacanze estive, vanno ricordate salite di grande prestigio: nel 1980 le Grandes Jorasses e la via italiana al Monte Bianco con Renzo Gemignani, Gianfranco Ricci e Andrea Marchetti; successivamente con la compianta guida Claudio Ratti la Nord del Gran Paradiso e la via degli Svizzeri alla Nord delle Courtes, e poi ancora le creste di Rochefort e del Midi-Plan, la Gallet al Dolent e lo sperone Migot all’Aiguille du Chardonnet, in coppia con Fabrizio Molignoni.

Nel 1988 Raso prese parte alla prima spedizione in Himalaya che la sezione del Cai di Carrara organizzò per il centenario della fondazione, e con i compagni Claudio Ratti, Gianfranco Ricci e Valter Ceccarelli conquistò la vetta della cima Italia Z3 a 6270 metri nella regione himalayana dello Zanskar. Quella esperienza, nelle terre magiche dell’Himalaya, lo toccò profondamente e segnò l’inizio di un percorso che non abbandonerà più: parteciperà così negli anni successivi alle spedizioni himalayane al monte Satopanth nel 1990, al monte Mulkila nel 1993, al Kang Yatsé nel 2003, allo Stock Kangri nel 2005, dove raggiunse la vetta alla quota di 6153 metri. Nel 2010 coordina la spedizione all'Island Peak (6189 metri) nella valle del Khumbu, Himalaya del Nepal e raggiunge la vetta con numerosi compagni carraresi. Da ricordare i tentativi al Chulu West (6419 metri) nel massiccio himalayano dell'Annapurna nel 2011, e all’Ama Dablam di (6812 metri) nella valle nepalese del Khumbu, nel 2012. Raso salì nel 1996 l’Elbrus nel Caucaso, in coppia con Nila Nicolini e condusse una spedizione nelle Ande boliviane nel 2009.

«Di lui rimarrà il ricordo di una persona curiosa, colta, proiettata al futuro, orientata a progetti sempre nuovi, ma anche dotata di grande sensibilità – ricordano ancora gli amici del Cai – : ai più giovani consegna quindi gli stimoli per coltivare altri sogni e vivere nuove appassionanti imprese esplorative, da declinare con l'educazione, il garbo e lo stile che ci ha mostrato nelle numerose avventure vissute insieme».

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