Lutto
Pochi presidi e troppe regole sul Covid Il provveditore: «Così regna il caos»
Donatella Buonriposi: «Non sappiamo come applicare il Green pass per non violare la privacy dei dipendenti»
Melania Carnevali
massa. C’è una legge, quella sull’obbligo vaccinale per il personale scolastico, ma, dice, «non ci sono le indicazioni su come applicarla». Come per la nuova modalità per l’assegnazione delle supplenze, tutta in modalità telematica e basata su un algoritmo, «che non sappiamo ancora come funzioni nel dettaglio». E infine i presidi, il tallone di Achille di una provincia che nessuno sceglie e dove le reggenze sono ormai quasi in metà delle scuole. Per tutto questo, il prossimo anno scolastico rischia di «iniziare nel caos», dice Donatella Buonriposi, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, alle prese in questi giorni con i classici problemi della scuola, oggi moltiplicati dall’emergenza sanitaria.
Professoressa, da settembre sarà obbligatorio avere il green pass per lavorare a scuola. Il ministero dell’istruzione ha chiarito che per il personale sprovvisto è prevista una sanzione da 400 a 1000 euro. Come si organizzeranno le scuole?
«Non abbiamo indicazioni operative precise dal ministero: sappiamo solo che il green pass sarà obbligatorio per tutto il personale e che sicuramente i problemi sorgeranno quando daremo le supplenze, anche, o soprattutto, quelle brevi, di dieci giorni. Cosa bisogna chiedere? Sarà sicuramente un problema e al momento non abbiamo indicazioni precise su come agire».
Cioè sapete che la responsabilità ricade sui presidi, come tutto quello che riguarda le scuole, ma nulla su come i presidi dovranno comportarsi?
«Esatto. Al momento solo quello».
Quanti docenti o collaboratori scolastici non si sono ancora vaccinati?
«Un quadro preciso non lo abbiamo. In totale saranno circa il dieci per cento del totale, ma questo dieci per cento include anche chi non si può vaccinare per problemi sanitari. Vede, c’è anche un problema di privacy, oltreché organizzativo. Noi non possiamo andare a chiedere al personale se è vaccinato o no».
Un’altra novità di quest’anno è la modalità di assegnazione delle cattedre, che verrà gestita da un algoritmo (i candidati hanno tempo fino al 21 agosto per presentare la domanda). Novità positiva o negativa?
«Questo è un altro problema. Ci hanno dato qualche istruzione ma tutto di corsa. Ci è arrivata qualche indicazione una ventina di giorni fa su come si dovrà procedere, ma i punti interrogativi sono tanti, tantissimi. Ad esempio sono arrivati punteggi sbagliati e abbiamo dovuto rivedere le graduatorie, ma non sappiamo che risposta darà l’algoritmo ad alcuni comportamenti degli uffici. Anche all’ufficio regionale non sono chiare ancora tante cose. In questo momento vige parecchia confusione».
Secondo le sue previsioni anche quest’anno bisognerà ricorre alle Mad (messe a disposizioni da parte di neolaureati o laureandi) per coprire cattedre fondamentali come italiano e matematica?
«Quest’anno non dovremmo correre questo rischio, ma la certezza non ce l’ho. Sicuramente molti concorsi sono stati espletati».
E il sostegno?
«Sul sostegno saranno fatte nomine in ruolo. Non quelle che ci saremmo aspettati e quelle che servirebbero. Quindi dovremmo ancora fare ricorso a supplenze».
Così però viene a mancare la continuità didattica per l’alunno/studente disabile.
«Manca tutto. La scuola italiana è in totale sofferenza. Ora si è pensato a questo nuovo sistema per le immissioni ed è il ministero che decide tutto. Il nostro ruolo è quello di cercare di rattoppare».
Lo scorso anno sono andati in pensione tre dirigenti scolastici; verranno sostituiti tutti e tre?
«Sarà difficile coprire tutti i posti vacanti, tra trasferimenti e pensionamenti. A Massa Carrara sono ancora tante le reggenze. Quasi la metà dei posti. È una di quelle sedi poco richieste».
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