Sicurezza
Scarpe e abiti adatti, acqua e mappe non solo sul telefonino
Le Apuane meta privilegiata delle escursioni d’agosto Ecco come evitare che la gita si trasformi in un incubo
Ivan Zambelli
massa carrara. Che si tratti di un escursione sull’Altissimo, al passo degli Uncini o sui sentieri di Pian della Fioba le raccomandazioni sono sempre le stesse: itinerario ben definito, consapevolezza delle proprie capacità, partenza di mattina, con tanta acqua e vestiario da montagna. Settimana di Ferragosto, e quelle a seguire: in tanti, con il bel tempo e le ferie, sceglieranno come destinazione le Apuane. Una meta suggestiva, tutta da esplorare, e non solo per i paesaggi mozzafiato. Il fatto però è che queste montagne non vanno sottovalutate, ma anzi richiedono accorgimenti per la propria sicurezza. E in vista del presumibile esodo, Il Tirreno ha contattato il presidente del Cai sezione Massa Paolo Simi, per avere consigli sulle zone da visitare e sui comportamenti da tenere, soprattutto per chi non è un frequentatore abituale delle montagne.
«Le Apuane hanno luoghi alla portata di tutti ed altri che invece sono più impegnativi. Per il primo gruppo, una bella cosa organizzata dal comune è l’autobus che da Massa porta a Pian della Fioba. Da qui, si possono raggiungere l’Orto Botanico, mangiare al rifugio Città di Massa, o andare per tutti gli altri sentieri circostanti». Ma anche se si tratta di percorsi più tranquilli bisogna andare vestiti da montagna, con scarpe dalla suola scolpita, o un k-way, e sempre con abbondanti scorte d’acqua. «Un’altra soluzione è proseguire dall’Orto verso il passo degli Uncini, ma qui serve già dell’acqua in più, un pe, perché il tempo cambia in fretta». Escursioni un po’ più impegnative sono quelle che portano al rifugio Nello Conti. «Si parte da Resceto, in due ore e mezzo sei al rifugio. Ma qui devi essere attrezzato da montagna vera: almeno un litro e mezzo d’acqua a testa, se scendi tardi lampada frontale, k-way, pile. In quest’ultima località gran parte dei percorsi sono lungo la storica via Vandelli, una meta che si sta molto rivalutando. Però attenzione al sole, che sull’antica strada si fa particolarmente sentire». Suggestivo poi il percorso intorno al Pasquilio, dove il Cai insieme al Parco hanno sistemato le trincee del periodo bellico e messo cartelli informativi. Ma oltre agli oggetti da portarsi dietro, bisogna seguire delle regole, almeno tre. La prima, è che quando si va in montagna, dal semplice sentiero al più accidentato, bisogna andarci con cognizione di causa, non solo del percorso, ma anche delle proprie capacità e senza limitarsi a consultare siti o itinerari. Per questo, «la soluzione migliore è contattare il Cai, perché il problema principale di molti siti è che a dare informazioni sono spesso persone che frequentano le montagne; magari quelle due ore che ci mette il tizio in realtà sono molto di più». Se poi una fa una ricerca, potrà facilmente notare che tanti siti danno informazioni molto datate. Insomma, conviene sempre chiedere informazioni, anche per confrontare le proprie capacità con l’escursione ricercata. Le app poi funzionano in alcuni posti, e in altri no. Pertanto, è sempre meglio uscire con una cartina. Vige poi il divieto assoluto di accedere fuochi, anche alla luce dei recenti roghi in Italia e non solo, e di accamparsi nelle zone del Parco. Infine, non bisogna mai lasciarsi dietro i rifiuti.
In questa pagina qualche altri suggerimento di escursione da parte del Cai e di un altro esperto di ambiente e natura come Riccardo Canesi.
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