Sicurezza
Noa, mancano all’appello almeno sessanta infermieri e oss
Allarme del Nursind: «Funzionalità dei reparti a rischio» Sotto accusa anche la gestione del centro vaccinale
Valentina Landucci
massa. Corsie sempre più vuote in ospedale a Massa. E se parliamo di Covid lo svuotamento dei corridoi del Noa non può che essere una buona notizia.
Ma il tema, purtroppo per noi e per chi in ospedale ci lavora, non è questo. Le corsie sono sì vuote ma di personale. E a scarseggiare sono soprattutto infermieri e operatori socio sanitari (oss). Con conseguenze molteplici: difficoltà a garantire periodi di ferie, a far fare al personale non in ferie i dovuti riposi, problemi nell’organizzazione dei singoli reparti quando alle ferie si aggiungono periodi, anche brevi, di malattia del personale.
A raccontare cosa sta succedendo a Massa e in generale nelle zone di competenza dell’Asl Toscana Nord Ovest è il sindacato Nursind con Diego Vatteroni, segretario territoriale NurSind Massa Carrara e Nicola Andreani, segretario aziendale Nursind ex Asl Massa Carrara.
«E vero che il personale infermieristico è aumentato in questi anni di pandemia – scrivono i due rappresentanti sindacali – . Ma con i nuovi servizi aperti per il Covid e i pensionamenti che sono stati molti ad oggi viviamo situazioni di estremo disagio».
I reparti in maggior difficoltà sono quelli dei servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc), il dipartimento di salute mentale (Dsm), la medicina polispecialistica, le malattie infettive. Situazioni per le quali «si è faticato a dare le ferie al personale infermieristico» spiegano Vatteroni e Andreani.
La carenza di personale di fatto impone che per assicurare le ferie a un collega gli altri del medesimo reparto rinuncino in parte, spesso in gran parte, ai turni di riposo «e questo ovviamente – aggiunge Andreani – incide sulla qualità della vita personale e professionale di chi opera in ospedale. Per fare le ferie, cioè i dovuti periodi di riposo, poi il personale è costretto a far fronte a turni di lavoro più pesanti che vanificano, appunto, le ferie stesse».
Ma c’è anche un’altra questione. «La carenza di infermieri e oss si fa sentire ovviamente anche quando ci sono malattie, anche brevi – aggiunge Andreani – come è recentemente capitato per gli oss: abbiamo dovuto far fronte alla situazione facendo lavorare infermieri anche con mansioni degli oss».
All’origine delle difficoltà ci sono, senza dubbio, i servizi in più assicurati dal personale infermieristico e dagli oss per l’emergenza Covid, a cominciare da quelli previsti dal piano viaccinale. Ma il problema è indubbiamente anche quello delle assunzioni bloccate da parte della Regione, ne è convinto il sindacato. A concorso fatto e a fronte delle prime assunzioni poi la macchina si è fermata. «Il blocco delle assunzioni da ogni graduatoria – aggiungono i rappresentanti del Nursind – e cioè la mobilità extra aziendale e quella concorsuale, si traduce nel blocco delle graduatorie di mobilità extra zonali quindi abbiamo infermieri di Massa Carrara bloccati sulla Lunigiana, su Livorno o su altre zone e viceversa».
Dal punto di vista numerico, rispetto alle necessità del Noa la carenza di organico si aggira sulle sessanta unità: trenta infermieri e altrettanti operatori socio sanitari. E tra i reparti che potrebbero avere bisogno con urgenza di personale c’è senza dubbio la dialisi, dove i pensionamenti «porteranno all’uscita di un quinto del personale che rischia di tradursi nella chiusura del reparto se non vengono presi provvedimenti».
Il rimedio, però, non potrà arrivare dai vertici aziendali. La soluzione passa, ne sono convinti i sindacalisti, da Firenze e dalla Regione.
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