Il Tirreno

L’appello del sindaco di Tresana 

«Invasi dai cinghiali, l’assessore regionale venga in Lunigiana»

Gianluca Uberti
«Invasi dai cinghiali, l’assessore regionale venga in Lunigiana»

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Tresana. Mai come quest’anno i cinghiali sono tanto numerosi, complice il lockdown che ha azzerato le battute di caccia. Le conseguenze sono facilmente immaginabili, con i tipici “crateri” creati da questi animali, alla ricerca di cibo, che si sono moltiplicati un po’ ovunque. E con loro si è moltiplicata la disperazione degli agricoltori, i cui appezzamenti di terreno sono letteralmente assediati. Ma anche dei semplici contadini per hobby, molti dei quali hanno rinunciato a fare l’orto. Un problema di cui si fa carico il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, il quale entra in polemica con l'assessore regionale all'agricoltura, Stefania Saccardi, e invita la Regione Toscana ad adottare misure straordinarie per contrastare i danni alle colture e ai privati causati dagli ungulati. «Abbiamo appreso - afferma Mastrini – che l'assessore regionale all'agricoltura ha fatto visita ai Comuni di Altopascio e Montecarlo, incontrando Cia, Coldiretti, Unione agricoltori e istituzioni locali. Avremmo gradito, vista la situazione che la Lunigiana sta attraversando, fosse venuta anche da noi: i sindaci di ogni schieramento hanno già espresso, con note ufficiali alla Regione e sulla stampa, le loro preoccupazioni per il proliferare devastante degli ungulati. E se da un lato apprezziamo la proposta dell'assessore di lasciare libera la caccia al cinghiale tutto l'anno, dall'altro, in attesa che le intenzioni diventino legge, che si fa? Si lascia che i cinghiali devastino colture e giardini? Si lascia che si avvicinino a case e parchi?». Queste le domande poste dal primo cittadino di Tresana, che fa notare il ruolo dei sindaci, primo referente sul territorio della popolazione. «I cittadini si rivolgono ai sindaci, che sono inermi. Ma le segnalazioni alla Regione non bastano più e le attività di controllo e gestione, messe e da mettere in atto, sono del tutto inefficaci. Servirebbero ordinanze di abbattimento, ma non si possono fare». A dimostrazione di ciò, vi sarebbe la recente sentenza del Tar della Toscana del febbraio di quest’anno, che avrebbe impugnato e dichiarato illegittima l’ordinanza di cattura e di abbattimento dei cinghiali, emanata dal sindaco di Gavorrano in provincia di Grosseto, contestandone l’incompetenza e, quindi, la violazione dell’articolo 54 del d.lgs. 267/2000 sulle attribuzioni del sindaco nei servizi di competenza statale. «Si leggano poi - prosegue Mastrini – i sei pronunciamenti in merito da parte della Corte Costituzionale sulla tassatività dell’impiego degli agenti provinciali, senza l’aiuto di privati cacciatori, e che, comunque, non rispondono certo ai comandi di un sindaco. Quindi, chiediamo a gran voce all'assessore Saccardi di venire in Lunigiana per rendersi conto della gravità della situazione. La invitiamo, fin da ora, ad adottare misure urgenti e straordinarie».

Gianluca Uberti

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