Il Tirreno

i grig 

Appello al Comune «Tuteliamo i reperti archeologici trovati alle cave»

Luca Santoni
Appello al Comune «Tuteliamo i reperti archeologici trovati alle cave»

Il presidio apuano degli ambientalisti chiede chiarezza  sulla “tagliata romana” rinvenuta dal professor Dolci

2 MINUTI DI LETTURA





Luca Santoni

CARRARA. Via (Valutazione d'impatto ambientale), varianti in difformità e beni archeologici: questi i tre punti dell'ultimo comunicato pubblicato dal Grig Presidio Apuane.

Con lo scopo - scrivono – di fermare la devastazione dei beni culturali-archeologici, l'associazione nei giorni scorsi ha inoltrato al settore Servizi Ambientali/Marmo del Comune di Carrara (e per conoscenza anche alla Regione Toscana) una richiesta di chiarimenti relativi «a procedimenti di cava in valutazione di esclusione da Via e verifica della legittimità dei titoli autorizzativi per le richiedenti». Il Grig chiede al Settore Cave/Ambiente, di «revocare in autotutela la determina di esclusione da Via della cava 159» e di procedere alla valutazione complessiva degli impatti cumulativi prodotti da un a pluralità di progetti che interessano le cave 159, 156 e 190. Il Grig fa infatti riferimento ad una «artificiosa frammentazione di un progetto, di fatto riconducibile ad un progetto unitario» con infrastrutture e disturbo antropico, «a cura dello stesso progettista».

Il Grig fa inoltre notare all'Amministrazione che, in merito alle varianti in difformità, la Regione Toscana ha risposto che «il provvedimento di autorizzazione può essere prorogato dal comune una sola volta e per una durata massima di tre anni, al solo fine di completare i lavori già autorizzati. Il provvedimento di proroga non può comportare alcuna modifica o variante al progetto definitivo oggetto dell'autorizzazione, già rilasciata ai sensi dell'articolo 17». I

l Grig chiede al Comune di sospendere in autotutela tutte le autorizzazioni rilasciate con variante postuma alla proroga al piano approvato; sono diverse, come la cava 64, attualmente in valutazione di esclusione da Via, in cui si ravvisano anche “pesanti difformità postume” al piano approvato». Infine il Grig chiede l'immediata sospensione della valutazione del progetto cava 190 Fossaficola C, che prevede viabilità sul ravaneto in presenza di accertati reperti archeologici: si tratta della “Tagliata Romana” rinvenuta nel 1980 dall'archeologo Enrico Dolci. Il Grig chiede la verifica da parte della soprintendenza della “dichiarazione di interesse culturale”, «al fine di definire la procedura atta a riconoscere la valenza storico-culturale del bene immobile, da sottoporre alle adeguate prescrizioni di tutela. Non si può tollerare ulteriormente la distruzione del sito archeologico di tagliata romana Fossacava, minandolo con la presenza massiccia di cave».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa