Il Tirreno

«Non ho mai pensato di essere il migliore, ho solo voluto portare il mare oltre la spiaggia»

Alessandra Vivoli
«Non ho mai pensato di essere il migliore, ho solo voluto portare il mare oltre la spiaggia»

Parla il titolare dello storico bagno Universo: 50 anni fa è iniziata  la mia sfida. L’estate col covid? I fatturati non sono cambiati 

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Di primavere Renato Pasquinelli ne ha passate settantatrè. Di estati, sulla tolda del bagno Universo a Marina di Carrara, ne ha viste scorrere cinquanta. E intere generazione di turisti e clienti affezionati che hanno continuato a scegliere quello stabilimento rilevato da Renato e famiglia nell’inverno di mezzo secolo fa.

Lui, carrarino doc, era finito a fare l’impiegato a Ivrea, dove è nata la sua prima figlia, Barbara. Ma il mare gli era rimasto negli occhi e nel cuore. E se è vero che le cose belle nascono per caso la lunga storia fra Renato Pasquinelli e il bagno Universo è nata proprio così.

«Mi proposero alcune occasioni, c’erano da fare degli investimenti – ricorda – Le possibilità erano tre: rilevare il bagno Universo oppure un altro stabilimento, il Nando a Forte dei Marmi. Oppure comprare l’albergo Paradiso, quello che ora non esiste più: col tempo è stato trasformato in appartamenti».

«Ho scelto di prendere l’Universo – continua – allora era un bagno tradizionale, spiaggia e qualche caffè al bar. Ho capito subito che quella doveva essere la mia sfida, la sfida mia e della mia famiglia».

E Renato Pasquinelli è stato di parola il suo stabilimento ha distanziato tutti gli altri per una moderna organizzazione: è stato il primo ad esempio a dotarsi di piscina e di un giardino verde che Renato ha costruito con le sue mani: «pure sbagliando perchè cominciai da monte e così poi faticai il doppio a scarrellare i carichi di terra». Piano piano, anno dopo anno, l’Universo è diventato molto più di quello stabilimento tradizionale che era un tempo: le cabine da 70 sono aumentate a 84. Poi c’è stato tutto il resto.

«Mi sento un carrarino e un balneare un po’ diverso da tutti gli altri – spiega Renato – Tutti qui curano il proprio orticello e hanno la presunzione di essere migliori degli altri. Ecco io non sono mai stato in questa scia. Il mio motto è stato sempre molto semplice: “chi non ha idee migliori, copi”. E io ho fatto proprio così’. Mi sono guardato intorno. Ho visto cosa stava succedendo nel turismo balneare nel resto d’Italia e ho voluto portate il mare anche lontano dalla sabbia. Ho creato isole al fresco, all’ombra, dove il cliente potesse vivere la spiaggia in maniera diversa».

Una formula di successo per un bagno che, con orogoglio, Renato Pasquinelli definsice “commerciale”. Un bagno che ha vissuto stagioni d’oro con la presenza di cinquemila persone. «È uno dei ricordi più belli qando venimmo scelti per i giochi della Gatorade e della Nivea – spiega – C’erano dj Albertino, Federica Panicucci, c’erano i giovani, tanti giovani. Si parla di tanti anni fa: ma già all’epoca il nostro Comune aveva per chi voleva venire a fare spettacolo sul mare dei costi altissimi. La macchina organizzativa finì per cambiare rotta».

Ma, nonostante questo, l’Universo ha continuato a macinare successi e a conquistare clienti e turisti. «Col covid sono estati diverse – ammette – ma per i fatturati è cambiato poco o nulla, dire diversamente non sarebbe giusto. È aumentato l’impegno per la sanificazione, per una nuova organizzazione di tutto. Ma il turismo sul mare , almeno qui da noi, nemmeno con la pandemia si è fermato».

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