Toscana
Spiagge libere ancora piene di sporcizia Il gruppo dei 500: promesse non mantenute
I frequentatori tornano a documentare lo stato in cui versano quei tratti di litorale: «Condizioni inaccettabili»
Ivan Zambelli
massa. Dopo un periodo di assenza, torna a farsi sentire il gruppo dei 500 sulla battigia, nato lo scorso anno per protestare contro l’inaccessibilità iniziale delle spiagge libere e successivamente contro le condizioni in cui versavano.
Purtroppo, fanno notare con una nota, «anche quest’anno, nonostante le promesse dell’amministrazione, le spiagge libere di Marina di Massa versano in una condizione inaccettabile per massesi e turisti: vialetti di accesso pieni di spazzatura, spiagge non colate, cartelli di pericolo di balneazione perché non presente il servizio di salvataggio, accessi segnalati ma corrispondenti a stabilimenti balneari, cumuli di lavarone. Insomma, quello che noi fruitori delle libere proviamo ogni volta che andiamo in spiaggia è una sensazione di assoluto sgomento per essere, anche quest’anno, considerati cittadini di serie b». Una situazione che il gruppo ha voluto documentare con un video girato nei giorni scorsi su tutte le spiagge libere del comune di Massa, segnalando quali sono i problemi. Le criticità principali sono in linea di massima due: la pulizia delle spiagge e la cartellonistica. Per il primo aspetto, fa notare Matilde Balatresi Nocchi, «ci era stato promesso che non ci sarebbero stati più cumuli di lavarone sulle spiagge libere, procedendo anzi a farne di esterni agli stabilimenti». Cosa che non è avvenuta, come documentato ad esempio nell’angolo della libera Barumba o al centro della spiaggia libera del Fortino. Inoltre, quasi tutte le spiagge libere quel giorno non erano state “colate”, ovvero setacciate con il tipico strumento; però lo erano molti stabilimenti limitrofi, gli stessi incaricati con convenzione di farlo quotidianamente. Pulizia assente anche in molti varchi a mare, costellati da rifiuti a bordo strada o da sacchetti e bidoni colmi di rifiuti. Un’altra anomalia segnalata è la presenza di cartelloni che informano del pericolo derivante dall’assenza di sorveglianza.
«Questo però non è vero, molte libere sono sorvegliate dai bagnini degli stabilimenti limitrofi. Sarebbe opportuno rimuovere questi cartelli laddove la sorveglianza esiste, dal momento che questo potrebbe scoraggiare i frequentatori». «Ovviamente quanto da noi riferito –conclude la nota– non è lamentela sterile e pretestuosa ma il riassunto di una situazione che sta diventando davvero insostenibile. Non c’è molto da aggiungere, se non un paio di domande: sul sito del Comune di Massa si legge che una gestione diretta delle libere costerebbe 30 mila euro l’anno, e per non onerare ulteriormente i cittadini si preferisce affidare la loro gestione e pulizia agli stabilimenti confinanti, attraverso convenzioni, con l’obiettivo dichiarato di ottenere una perfetta equiparazione di condizioni tra le une e gli altri. La domanda è: ma voi amministratori ci siete mai stati in una delle nostre libere? Crediamo di no e, a questo punto, lo speriamo, perché verificarne le condizioni e non far nulla per renderle accessibile sarebbe la conferma del fatto che davvero esistono cittadini a valenza differenziata. L’altra domanda è: siete proprio sicuri che i cittadini siano felici di “risparmiare” sulla cura di un bene comune a cui tutti dovremmo poter accedere in libertà e sicurezza salvo poi sborsare euro 346. 581, 81 per un intervento di riprofilatura stagionale della spiaggia destinato ad essere utile soltanto ad alcuni stabilimenti balneari? ».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
