Il Tirreno

Effetto Green pass Tanti disagi e qualche disdetta negli agriturismi

Gianluca Uberti
Effetto Green pass Tanti disagi e qualche disdetta negli agriturismi

Corsa ai tavoli all’esterno, sale interne dei locali deserte I titolari parlano di “confusione” e temono per l’autunno

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Gianluca Uberti

AULLA. Agriturismi e ristoranti sono fra le attività economiche che hanno maggiormente sofferto a causa delle chiusure, che erano state imposte dal Governo, per fare fronte al diffondersi dell’epidemia da covid-19. La Lunigiana è una terra in cui agriturismi e ristoranti davvero non mancano e ora queste attività economiche si trovano ad avere a che fare con l’applicazione del discusso green pass. A partire da venerdì scorso, infatti, è necessario esibirlo per accedere alle sale al chiuso dei ristoranti.

Iniziamo il nostro giro da Podenzana, dal ristorante “Da Gambin”, dove Matteo Podenzana lamenta tantissimi problemi nella gestione della cosa: «Abbiamo ricevuto moltissime telefonate di persone che ci chiedevano come comportarsi con il green pass, tutte molto preoccupate. All’atto pratico, fortunatamente, è andata meglio, visto che i posti all’aperto non ci mancano, anche se qualcosina in termini di mancate prenotazioni c’è stato».

Il discorso cambia per gli agriturismi, dove i clienti che hanno prenotato una camera possono accedere al tavolo del ristorante, al chiuso, senza esibire il certificato verde. Il problema, però, è che la comunicazione in tal senso è arrivata il giorno stesso dell’inizio dell’applicazione del green pass, ingenerando confusione, come lamentano sia all’agriturismo “Il Picchio verde” a Licciana Nardi che all’agriturismo “Di là dall’acqua” a Fivizzano. «È stato un delirio, la gente non ci capisce più niente e abbiamo avuto disdette di prenotazioni per il ristorante», dichiara Lara Farina dell’agriturismo “Il Picchio verde”, la quale sottolinea l’importanza di avere tanto posto all’aperto per quanto concerne il ristorante: «Noi abbiamo tanto posto all’aperto e meno male, però i posti all’interno, dove abbiamo anche l’aria condizionata, per Ferragosto non sono stati ancora prenotati, tutti vogliono sedere all’esterno».

Stessa “musica” all’agriturismo “Di là dall’acqua”, con Giovanna Zurlo che focalizza l’attenzione anche sul futuro: «Bisognerà vedere cosa succederà da settembre in poi, ma la comunicazione non è arrivata nel modo giusto sul green pass, ci sono state poca chiarezza e non tempestività, perché non è possibile che si siano venute a sapere le cose proprio il 6 agosto. Il risultato è stato che abbiamo avuto alcune disdette per le camere, quindi un danno economico».

Al ristorante-trattoria “Da Mimmo e Francesca” sulle Lame di Aulla, che era assurto alla ribalta nazionale, pochi anni fa, grazie alla trasmissione televisiva “Camionisti in trattoria”, andata in onda su Dmax e condotta dallo chef Gabriele Rubini in arte “Rubio”, parla Domenico Alfano detto Mimmo: «I posti all’aperto sono tutti occupati, tutti vogliono sedere fuori, e proprio ieri sono stato costretto a non accogliere delle persone che non avevano il green pass, pur essendoci posto nelle sale interne».

E una riflessione finale si impone: come ha sottolineato Giovanna Zurlo, le incognite per la ristorazione sono per il futuro, quando terminerà l’estate e la clientela si potrà sedere soltanto nelle sale interne per ovvie ragioni climatiche. Futuro che non è per niente lontano, visto che fra un mese è settembre. Vedremo se per settembre la campagna vaccinale avrà fatto un ulteriore e deciso passo in avanti, quindi sempre più gente avrà in tasca il green pass. Oppure se permarranno le perplessità di una fetta di popolazione minoritaria, ma ampia.

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