Sicurezza
Cobas: «Obbligo del Green pass nella scuola inaccettabile»
Il sindacato: «Il vaccino è l’unica via di uscita, ma così viene violato il diritto al lavoro, con sanzioni decisamente pesanti»
massa. La regolamentazione dell’apertura delle scuole deve garantire un delicato equilibrio tra diversi diritti costituzionali. A dirlo è il sindacato dei Cobas, che chiarisce anche quali siano questi diritti: «All’istruzione – si legge in una nota, che non può che essere in presenza e per tutti; alla salute, “come fondamentale diritto dell’individuo”, ma anche come “interesse della collettività”; al lavoro e alla retribuzione che garantisca libertà e dignità; alla libertà personale».
I Cobas Scuola ritengono che la vaccinazione, nella situazione determinata da decenni di tagli alla sanità, sia uno strumento «fondamentale per combattere la pandemia». Come sostiene anche Medicina Democratica, «le vaccinazioni disponibili sono – dicono –, allo stato delle conoscenze, uno strumento essenziale, non l’unico, per il contrasto della diffusione della pandemia da covid 19 e, nel contempo, per ridurre la pressione sulle strutture sanitarie e permettere un graduale ritorno alle attività lavorative, ludiche e culturali. Pur considerando che le autorizzazioni all’utilizzo dei vaccini non hanno potuto seguire le procedure previste e adeguati test, la necessità di avere questo strumento disponibile in tempi brevi è stata confermata dall’efficacia in particolare nella riduzione della occupazione delle strutture sanitarie anche in presenza di incrementi nella diffusione».
Ma, al tempo stesso, i Cobas ritengono «assolutamente inaccettabile l’obbligo vaccinale per il personale scolastico con una sanzione la cui rapidità non è stata usata neanche per il personale sanitario: chi non è ammesso a scuola per mancanza del green pass viene considerato assente ingiustificato e dopo cinque giorni scatta la sospensione del rapporto di lavoro senza retribuzione con una pesante violazione del diritto costituzionale al lavoro e alla retribuzione stessa. È vero che il vaccino può essere sostituito dal tampone che, però, ha validità solo per 48 ore e dovrebbe essere ripetuto di continuo e non è gratuito, ma costa 15 euro. Sarebbe, in ogni caso, opportuno garantire la gratuità dei tamponi. Non sussistono le motivazioni che sono state usate per l’obbligo per il personale sanitario, che è a contatto con persone in condizioni di particolare fragilità, mentre non sono tali gli studenti. Ma l’introduzione dell’obbligo è particolarmente assurda perché lo stesso ministro Bianchi rileva che l’86 per cento del personale è già vaccinato e stima che siamo di fatto al 90 per cento perché molti docenti e Ata si sono vaccinati registrandosi per fascia di età o altro». Questo livello di vaccinazione, secondo i Cobas, come «il rispetto delle norme sul distanziamento fisico e l’uso dei dispositivi garantiscono il regolare svolgimento delle lezioni in presenza e in sicurezza».
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