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Le macerie del ponte ancora nel Magra Fi: pericolo “tappo”

G. U.

Nicola Biglioli accusa l’amministrazione di gravi ritardi e parla dei rischi di esondazione con l’arrivo dell’autunno

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AULLA. Il coordinatore comunale di Forza Italia Nicola Biglioli va all’attacco sulle macerie del ponte crollato nel fiume Magra, fra Albiano e Bettola di Caprigliola, l’8 aprile 2020. «Passano i giorni, ma le macerie del ponte di Albiano giacciono ancora sul letto del Magra», esordisce il coordinatore del partito di Berlusconi, secondo il quale «quella della rimozione delle macerie è ormai una storia infinita. Attorno alla fine dell’anno scorso fu presentato un cronoprogramma ben preciso, che prevedeva, tra maggio e giugno del 2021, l’inizio della fase di decostruzione del vecchio ponte e la successiva rimozione delle macerie. Giunti, però, ad agosto, le macerie giacciono ancora sul letto del fiume. Sono passati oramai 16 mesi dalla caduta del ponte e ancora non si è stati capaci di rimuovere questi detriti. Considerando che stiamo per rientrare nella stagione delle piogge, le macerie – prosegue Biglioli – costituiscono un elemento di pericolo per il corretto deflusso dell’acqua, senza tralasciare anche il fatto che a Marinella di Sarzana si siano ritrovati, in mare, alcuni dei detriti del ponte».

Biglioli, quindi, prende di mira il Comune: «Il sindaco Roberto Valettini, assieme a tutta la sua amministrazione, aveva annunciato l’inizio di questo cantiere e aveva assicurato che le macerie sarebbero state rimosse. Questa si è rivelata l’ennesima dichiarazione alla quale siano mancati i fatti. Non è ammissibile che si debba aspettare la stagione autunnale per l’inizio di questi lavori: è un intervento delicato, che si sarebbe dovuto effettuare nei mesi caldi, quando il letto del Magra è basso e non ci sono rischi troppo consistenti. Chiediamo, dunque, che l’amministrazione comunale solleciti al commissario Soccodato, in maniera tale da non perdere altro tempo, considerando che ormai le macerie le sta tutte corrodendo il corso d’acqua. Si rischia che, con l’avvento dell’autunno, dunque delle piogge, le macerie facciano da tappo, con la preoccupazione che possano essere arrecati seri danni alle zone limitrofe». G. U.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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