Il Tirreno

le indagini dell’arma 

Estorsione e spaccio, arrestato anche un 18enne

M.C.
Estorsione e spaccio, arrestato anche un 18enne

Il giovane, durante il blitz dei carabinieri a casa di uno dei due indagati, è stato trovato con cocaina, hashish e bilancini

2 MINUTI DI LETTURA





carrara. Quando, mercoledì mattina, i carabinieri della compagnia di Carrara guidata dal maggiore Cristiano Marella sono entrati nella casa dell’uomo ritenuto responsabile di tentata estorsione, hanno trovato anche lui: un 18enne carrarese, incensurato, che con sé, però, aveva quaranta grammi di cocaina e ottanta di hashish, nonché bilancini di precisione e materiale per confezionare le dosi. Per questo è stato arrestato in flagranza per detenzione illecita di sostanze stupefacente in concorso.

Ieri il giudice per le indagini preliminari Marta Baldasseroni ha convalidato l’arresto disponendo l’obbligo di dimora nelle ore notturne, dalle 23 alle 6.

Il giovane è coinquilino di Anthony Ramirez, 24 anni, arrestato insieme a Daniele Di Stefano, 37 anni, per spaccio e tentata estorsione ai danni di un loro cliente, un trentenne carrarese che ha denunciato i due, finendo per denunciare anche se stesso. L’uomo infatti si era indebitato con i due per la cocaina. Il suo debito era di quattromila euro.

I due spacciatori gli hanno proposto saldare il debito, custodendo in casa sua la cocaina. La droga era in pietra, quindi da cucinare prima di essere consumata. La collaborazione, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, è filata liscia fino a metà giugno, quando, Ramirez avrebbe preparato più dosi di quelle che gli servivano. Le restanti sono rimaste in casa e il trentenne le ha consumate, invitando anche amici. Il debito è schizzato a 26mila euro.

Lì sono iniziate le chiamate, i messaggi e le minacce. In particolare, stando alla ricostruzione dell’uomo, da parte Di Stefano che sarebbe arrivato a minacciarlo di fargli saltare in aria la casa. «Ho a che fare e c’ho a che fare – gli dice –con persone che ti fanno veramente scoppiare casa con te dentro». Oppure «no ti puoi anche suicidare, io vado a pigliare tua sorella». I due, sempre secondo gli inquirenti, volevano dall’ex collaboratore la sua busta paga in modo da ottenere un finanziamento mediante cessione di un quinto dello stipendio e saldare così il debito. Secondo il giudice, questi fatti indicano «un’allarmante pericolosità sociale di entrambi gli indagati, evidentemente privi di scrupoli». Per questo per loro ha disposto la misura cautelare del carcere dove rimarranno in attesa del processo.

M.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa