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il mudac 

Il museo si rifà il look grazie anche ai privati

A.P.
Il museo si rifà il look grazie anche ai privati

Per il nuovo allestimento della struttura espositiva carrarese ci sarà la partecipazione dell’azienda del marmo Gemeg

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carrara. Grandi manovre al Mudac di via Canal del rio a San Francesco, l’ex Cap, il centro arti plastiche per intenderci, che punta al respiro internazionale. Entro l’ultimo trimestre dell’anno il museo sarà completamente riallestito con percorsi in grado dialogare con l’architettura del luogo (un chiostro del Seicento) e le opere, permettendo al visitatore di comprendere l’evoluzione della scultura contemporanea. Ma anche il forte legame che esiste tra Carrara, il suo marmo e i numerosi artisti che la vivono. A seguito della denominazione Mudac, acronimo di museo delle arti di Carrara, che ha portato al riconoscimento della regione come museo di interesse regionale, l’amministrazione ha deciso di predisporre una nuova immagine grafica realizzata con il metodo dell’incisione dagli studenti dell’Accademia di belle arti, e in contemporanea di riprogettare gli spazi museali con percorsi e apparati didascalici nuovi. Un’operazione da 191.791 euro che vede la compartecipazione della Gemeg di Luca Soldati, che si è offerta di pagare i 16.494 del progetto definitivo di allestimento, redatto dallo studio di architettura Startt di Roma.

Il progetto ha già ricevuto l’ok della Soprintendenza e oltre ad ospitare le collezioni di sempre prevede una sezione dedicata agli artisti locali e agli studenti dell’Accademia. Hanno già realizzato la scritta ed ora stanno lavorando ad un documentario per i visitatori, e si potrà visionare ad inizio percorso. I dettagli nelle parole della direttrice del Mudac, la professoressa Laura Barreca: «Il progetto prevede il riallestimento delle collezioni permanenti del Mudac – spiega – e una ridefinizione del museo stesso come realtà. La collezione storica delle opere delle biennali internazionali del 2006, 2010 e 2012 meritava di essere valorizzata attraverso un nuovo percorso, ripensato come un luogo dove il visitatore possa comprendere l’evoluzione della scultura contemporanea».

Nel dettaglio il nuovo percorso di fruizione prevede: «la parte contemporanea al piano terreno – spiega ancora Barreca – e la parte permanente al primo piano. Un percorso che permetterà attraversare le collezioni». Quindi un passaggio sulla Gemeg: «si tratta di un privato sensibile – dice Barreco - un mecenate non nuovo a gesti lungimiranti per sostenere progetti culturali in città. Lo ringraziamo infinitamente per aver sostenuto la cultura in un momento difficile per tutti. Una lungimiranza auspicabile anche per altre aziende». E per finire gli studenti dell'Accademia: «hanno realizzato la scritta Mudac e un documentario per accogliere i visitatori». —

A.P.

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