Attenzione
«Consiglieri indisciplinati e prepotenti, tutti a casa»
Ivan Zambelli
massa. Indisciplinati. Anzi prepotenti. E allora «tutti a casa». Almeno fino a settembre. No, non è successo in un’aula di qualche scuola elementare. Questo è l’epilogo del consiglio comunale di lunedì, l’ultimo prima della pausa estiva, deciso dal presidente Stefano Benedetti per «disordine interno, scarsa partecipazione, arroganza e prepotenza».
Eppure non era neanche un consiglio con argomenti “caldi”, ma una seduta dedicata alle interrogazioni e alle interpellanze, dove ogni ordine del giorno si risolve nel giro di pochi minuti. Motivo scatenante dei disordini è stata la risposta del presidente alla domanda di Agostino Incoronato, che chiedeva quando si sarebbe tornati in presenza. «É preferibile attendere ancora un attimo, dato il momento incerto – ha risposto Benedetti– . Appena finite le ferie riunirò i consiglieri, sottoporrò la proposta a tutti, compresi il segretario generale, il responsabile della sicurezza, l’amministrazione; poi tirerò le somme. Se la maggior parte dei consiglieri sarà disponibile darò il via libera, ma se ci saranno incertezze soprassederemo ancora. Personalmente mi auguro di tornare in presenza da settembre».
«Delle belle parole che però non corrispondono alla realtà», ha commentato il consigliere Pd Stefano Alberti, giudicando la posizione del presidente prettamente politica, «che deve tenere finché la maggioranza non allenterà la presa».
E subito dopo, il dem ha lamentato che con le modifiche al regolamento comunale sono stati tolti minuti agli interventi del consiglieri, ma non è riuscito a concludere il ragionamento in quanto il presidente prima lo ha invitato a cambiare discorso, e poi togliendogli la parola, motivando che stava andando fuori tema. E così è nato l'ennesimo scontro in consiglio. In epoca Covid, con i consiglieri collegati on line e le sedute in diretta streaming, “togliere la parola” consiste nel chiudere il microfono, ma quello di Alberti si riapriva con il consigliere Pd che ostinatamente continuava a chiedere la parola quanto meno per finire il discorso. Il presidente dal canto suo, silenziandolo più e più volte, lo richiamava all’ordine, fino ad intimare che avrebbe sospeso il consiglio.
Un siparietto al limite della scenetta teatrale che è andato avanti per qualche minuto, ma Benedetti è stato inflessibile. Ha “zittito” il consigliere ed è andato avanti con i punti all’ordine del giorno. La questione a questo punto sembrava finita, e invece no, dato che la prima interpellanza era proprio di Alberti, che ha provato a riprendere il filo del discorso. Ormai su tutte le furie benedetti ha decretato la sospensione del consiglio.
Si spera che dal mese di settembre gli animi possano tornare più distesi, dopo i tanti litigi che nell'ultimo periodo hanno scandito l’assemblea rappresentativa del comune. —
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