Mastrini: basta ordini da Pisa torniamo alle Asl provinciali
TRESANA. «Torniamo alle Asl provinciali. Basta ordini da Pisa». Questo il monito lanciato dal sindaco di Tresana, Matteo Mastrini (di Forza Italia), che propone lo strumento del referendum comunale per dare la parola ai cittadini sul tema.
«Di fronte ad una situazione sanitaria che vede, in maniera progressiva, lo smantellamento della sanità pubblica e territoriale – scrive Mastrini – occorre fare qualcosa. A nulla sono servite, in queste anni, le firme raccolte e le interrogazioni presentate in tutti gli organi e a tutti i livelli, dai Comuni alla Regione. Anche i sindaci, ormai esclusi dalle conferenze zonali, non hanno più forza. Manca proprio un luogo in cui si possa discutere con l’azienda sanitaria che comprende tutta l’area Nord occidentale della Toscana e, soprattutto, decidere senza che siano altri a farlo per noi» aggiunge il primo cittadino di Tresana, secondo il quale sono necessarie alcune azioni. «Ritengo che sia giusto dare la parola ai cittadini attraverso uno strumento che smonti le maxi Asl comprensoriali fra più province e ci restituisca unità sanitarie veramente locali, basate sui territori: non si possono più prendere ordini da Pisa quando i cittadini che ci hanno scelti vivono in Lunigiana e a Massa Carrara. Il referendum comunale – prosegue Mastrini – è uno degli strumenti, insieme alla petizione, prevista dall'articolo 50 della Costituzione e al disegno di legge di iniziativa popolare, di cui all'articolo 71 della Costituzione, con i quali è garantita la partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica del Paese, considerata dall'articolo 3 della Costituzione quale diritto inviolabile».
Mastrini, infatti, è dell'idea che occorra riportare il piano decisionale delle politiche sanitarie al territorio: «Ma questi dirigenti che ci impongono le decisioni sui medici e sugli infermieri a bordo delle ambulanze, sui reparti e sugli ospedali chi li ha votati? Noi non dobbiamo parlare di numeri, ma di bisogni. Noi lunigianesi, noi residenti della Provincia di Massa Carrara siamo di meno, ma vogliamo contare di più. Adesso visiterò ogni singolo Comune della nostra provincia per promuovere questa iniziativa popolare. E sono anche in contatto con altri territori della Toscana che, come noi, hanno visto con chiarezza – conclude – il peggioramento della medicina del territorio». —
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