Lutto
Quella foto stretta al petto per dire addio a suo padre
Il dolore della famiglia di Daniele Rebecchi ieri durante i funerali a Marina di Massa Presenti amministrazioni e sindacati per esprimere vicinanza alla famiglia
massa. Non può lasciarla quella foto, deve tenerla con sé. Deve stringerla, come se stringesse lui, come se abbracciasse suo padre ancora una volta. Camilla non esce dalla chiesa fino a quando non ha preso la foto di suo papà, Daniele Rebecchi: la tiene con sé, la stringe al petto. In quella immagine c’è tutto il suo dolore, la tragedia di una famiglia. Daniele è morto giovedì scorso, precipitato dal tetto di un capannone in cui stava sostituendo pannelli e installando la linea vita.
E ieri mattina, nella chiesa della Consolazione in via Zini, a Marina di Massa, a quel piccolo imprenditore, un artigiano che era insieme datore di lavoro e lavoratore, hanno detto addio gli amici, i parenti, chi gli voleva bene. Ad esprimere la vicinanza dell’amministrazione massese, che ieri, in occasione dei funerali, ha dichiarato il lutto cittadino, il vicesindaco Andrea Cella. Presenti anche i sindacati a confermare la vicinanza del mondo del lavoro a quel piccolo imprenditore, così piccolo da essere lui stesso lavoratore e titolare. C’erano le istituzioni e c’erano gli amici, i figli, la compagna. C’era quella fotografia sulla bara, tra i fiori bianchi, a ricordare i momenti felici, i sorrisi. L’allegria.
La figlia di Daniele la prende, la stringe tra le braccia e, così, con quella foto al petto, scende le scale. Stringendo suo padre, morto lavorando. A far luce sull’accaduto, a ricostruire nei dettagli il momento in cui si è rotto il lucernario e Daniele è precipitato saranno gli inquirenti. Lunedì si è svolta l’autopsia, ma l’esame non ha fornito dettagli nuovi rispetto a quelli già raccolti. La dinamica dell’incidente è chiara: Daniele indossava l’imbracatura, ma quell’imbracatura non era ancorata, non assicurata a qualcosa che lo trattenesse, gli evitasse la caduta. È proprio sul fatto che non ci fosse ancoraggio che vertono le indagini della procura. Per capire se non fosse stato previsto o se qualcosa abbia invece determinato la rottura del filo che teneva salda l’imbracatura. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
