Sicurezza
Palestre a rischio svuotamento con il green pass: «Serve più tempo»
Dell’Amico (Gymnasium): «Lo facciano slittare a ottobre» Ricci (Futura): «La vaccinazione è l’unica strada»
massa. Sta creando una infinità di polemiche la decisione del governo di prevedere, a partire dal prossimo 6 agosto, il tanto famoso Green pass (il certificato di immunità dal Covid – 19) necessario per entrare nei bar e nei ristoranti al chiuso, così come negli stadi, nei cinema e così via. Il certificato, che riguarda i cittadini dai 12 anni in su, sarà necessario anche per assistere come spettatori agli eventi all’aperto. Ovviamente, dall’obbligo del Green pass non sono esenti gli sport praticati prevalentemente al chiuso, tanto che le varie società saranno costrette a prevedere la vaccinazione di tutti gli atleti per poter continuare l’attività. In parole povere, un nuovo provvedimento che, in pratica, mette con le spalle al muro tutti coloro che praticano o che vorrebbero praticare sport al chiuso.
Prendiamo ad esempio le palestre: Pier Antonio Dell’Amico della storica palestra Gymnasium, critica il provvedimento. «Avrebbero dovuto dare alla gente un lasso di tempo più ampio per conseguire il Green pass – ha spiegato Dell’Amico –, magari facendolo partire da ottobre. Così facendo, nell’immediato il provvedimento porterà a circa un quaranta per cento di frequentatori in meno e, tra questi, circa un venti percento si vogliono vaccinare o hanno già preso un appuntamento per farlo ma che, viste le tempistiche, sino a ottobre non potranno venire. Per carità, certamente questo provvedimento porterà maggiore sicurezza; si può essere favorevoli o contrari al Green pass, ma bisognerebbe dare il tempo alle persone che si vogliono vaccinare di mettersi in regola. Vedremo con il tempo se il pass sarà utile, quello che critico è l’immediatezza con la quale viene richiesto. Detto questo, noi siamo una categoria che verrà ancora penalizzata dopo essere stata chiusa per molto tempo».
Anche il mondo delle arti marziali si prepara ad affrontare il provvedimento, come spiegato da Massimiliano Ricci, responsabile della società Muay Thai Creed che ha la sua base nella palestra Futura.
«C’è già un protocollo da seguire nel nostro sport – ha detto Ricci –, tanto che per partecipare alle competizioni dobbiamo fare un tampone almeno due giorni prima del match. Ancora non sono arrivate direttive dalla federazione, però molto probabilmente tutti gli atleti e i partecipanti alle manifestazioni dovranno averlo. La vaccinazione sembra l’unica strada da seguire. Aspettiamo ancora un po’visto che direttive precise non ne abbiamo, intanto proseguiamo con il massimo rispetto delle normative in vigore».
Una realtà assai importante nel tessuto sportivo locale, è quella rappresentata dalla Pallavolo Massa che, oltre ad avere la prima squadra in serie C, vanta numerosissimi ragazzi e bambini che fanno parte del suo settore giovanile. «Al momento la federazione non ci ha ancora comunicato nulla in merito alle nuove normative anti Covid – ha ribadito il dirigente del sodalizio, Menotti Spanò –. Per il momento andiamo avanti seguendo i protocolli esistenti. Comunque ho già avvisato tutti in nostri ragazzi dai 12 anni in su della necessità del vaccino, e in molti lo stanno già facendo. Ripeto, aspettiamo le disposizioni della Fipav che certamente recepirà le direttive nazionali».
Da non dimenticare il nuoto, vista la presenza di una società molto attiva come la Rari Nantes che si allena nella piscina comunale.
«Stiamo per concludere la stagione – ha evidenziato il dirigente e tecnico, Rudy Goldin – e questo provvedimento ci toccherà sicuramente a settembre. Leggeremo il provvedimento a fondo e certamente ci adegueremo. Io come staff mi sono già vaccinato, e i ragazzi dai 12 anni in su pare che possano continuare ad allenarsi in piscina solo con questo certificato. Da tutto questo, se vogliamo proseguire l’attività, purtroppo non si scappa». —
Alessandro Tabarrani
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