Sicurezza
I residenti di Casola vogliono risposte Con il ponte chiuso solo strade vecchie
casola. Si alza la protesta per esprimere la contrarietà alla chiusura del ponte.
Il silenzio delle autorità interpellate giorni fa dalla cittadinanza ha ancor di più indignato la comunità. Nell’assemblea di ieri pomeriggio è stato nuovamente richiesto ai sindaci di farsi carico delle ripercussioni negative sulla comunità e di far approntare un guado o un ponte provvisorio per ovviare alla chiusura totale.
C’è preoccupazione da parte dei residenti del casolino e dei confinati territori dei comuni di Minucciano e Giuncugnano per la chiusura temporanea per lavori del ponte sulla regionale 445 della Garfagnana.
La chiusura è prevista da oggi per una decina di giorni, poi il ponte sarà riaperto con circolazione a senso unico alternato.
Questo per l’assoluta urgenza dei lavori relativi alla messa in sicurezza del ponte sulla 445 all’altezza del borgo di Casola.
Molti gli interrogativi che alimentano preoccupazione e malumori tra la popolazione considerato che la chiusura di questo ponte sostanzialmente isola Casola dai territori a monte.
La gente infatti vorrebbe certezze intanto sull’effettiva durata dei lavori, su progetti alternativi al ponte, calcolo dell’impatto negativo in termini economici e di immagine che inevitabilmente gli operatori del terziario della zona avranno; inoltre capire i rischi connessi al passaggio di ambulanze e mezzi di soccorso sulle strade che vengono indicate come alternativa al ponte.
«Le uniche alternative viarie proposte per raggiungere Casola e i territori a monte di essa, tra cui appunto i territori dell’Alta Garfagnana, sono le già esistenti strade, purtroppo malconce – affermano i residenti – Vogliamo sottolineare la condizione in cui versano e, già che ci siamo, anche quella della 445 nel versante Lunigianese e fino ai Carpinelli”, invitando a riflettere sulla necessità di un sistema viario e infrastrutturale degno di essere chiamato tale e idoneo alla persistenza dei molti operatori e attività “resilienti” che insistono su questo magnifico ma abbandonato e negletto territorio.
Vogliamo sottolineare ancora – vanno avanti i cittadini – come ai residenti si prospetti un periodo nel quale sarà opportuno non avere necessità di essere soccorsi da un’ambulanza, oppure in cui i negozi di generi di prima necessità magari non saranno approvvigionati a dovere o, se lo saranno, con costi più alti». —
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