Gioco
Morte sul lavoro, prosegue l’indagine di procura e Asl
massa. Non sanno ancora quando potranno salutarlo per l’ultima volta. Quando potranno stringersi attorno alla compagna e ai figli di Daniele Rebecchi. La data dei funerali ancora non è stata fissata: la procura – le indagini sono coordinate dalla pubblica ministero Alessia Iacopini – ha infatti disposto l’autopsia che si svolgerà nei prossimi giorni. Solo dopo l’esame autoptico, sarà rilasciato il nulla osta per i funerali.
Il risultato dell’autopsia sarà un ulteriore elemento che andrà a completare il quadro delineato dagli inquirenti. A svolgere le indagini, per conto della procura, è l’unità funzionale di igiene, prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro guidata dall’ingegner Domenico Gulli. È stata proprio l’unità funzionale dell’Asl, infatti, a chiedere il sequestro della copertura del capannone su cui si trovava Daniele Rebecchi giovedì mattina per sostituire alcuni pannelli e installare la linea vita. Un lucernario su quella copertura è ceduto e Daniele è precipitato per 15 metri. Indossava l’imbracatura, ma non era legato, non ancorato.
E proprio sull’assenza di un ancoraggio vertono le indagini per capire se non vi fosse o se si sia spezzato un filo con la conseguente caduta di Daniele Rebecchi nel vuoto. Dopo la sua morte, i sindacati, unitariamente, hanno proclamato due ore di sciopero generale e chiesto interventi sui codici degli appalti. Daniele infatti era titolare di una piccola ditta, datore di lavoro e lui stesso lavoratore, stava facendo interventi sul tetto del capannone in affitto alla società Aero Service Technologies Italy. Aero Service aveva affidato i lavori ad un consorzio locale “qualificato e referenziato” e attraverso il consorzio Daniele ha avuto il lavoro. I lavoratori che hanno scioperato hanno anche deciso di devolvere parte dello stipendio alla famiglia di Daniele. —
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