Italia
Cinghiali, è vera emergenza e Coldiretti scrive un documento
massa. Emergenza cinghiali. La regia complessiva delle azioni di contenimento e prelievo affidate al prefetto in quanto competente per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza.
È questa una delle richieste contenute nel documento che Coldiretti, rappresentata dalla presidente provinciale, Francesca Ferrari e dal direttore, Alessandro Corsini, ha presentato al prefetto di Massa Carrara, Claudio Ventrice.
Sullo sfondo c’è la recente manifestazione che si è tenuta a Firenze con 300 agricoltori che hanno protestato per l’eccessiva presenza dei cinghiali.
Con l’emergenza Covid che ha ridotto per mesi la presenza dell’uomo all’aperto proliferano, con un aumento del 15 per cento, i cinghiali che invadono città e campagne dell’intera provincia. I branchi si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con pericoli per la salute e la sicurezza delle persone.
«Ringrazio il prefetto – commenta Ferrari – per la sua grande disponibilità e sensibilità nei confronti di una problematica che, anche nella provincia di Massa Carrara, è di estrema attualità. Proprio nei giorni scorsi abbiamo presentato una mappatura delle strade a più alta pericolosità dove gli automobilisti hanno più probabilità di incontrare un cinghiale. La presenza fuori controllo dei cinghiali non è solo più un problema per gli agricoltori e l’agricoltura. È un’emergenza di comunità».
In linea con le istanze degli agricoltori rappresentate in tutte le sedi da Coldiretti Toscana, dando la possibilità agli stessi – in applicazione dell’articolo 37 della norma regionale – di intervenire direttamente, con il coordinamento della Polizia Provinciale. Un atto importante e unico che, però, «necessita di atti procedurali utili – aggiunge Coldiretti – alla efficacia effettiva del provvedimento regionale, anche attraverso un confronto serrato con le Polizie provinciali».
Coldiretti ha chiesto, in un documento condiviso a livello nazionale, «che le Regioni si coordinino con lo Stato e operino in modo risoluto per attuare le misure previste di controllo e di contenimento della specie cinghiale, affinché gli agricoltori possano avanzare richiesta di intervento ai sensi della delibera n° 515 del 10/05/2021, approvata dalla Giunta Regionale Toscana e procedere direttamente alla cattura, nel rispetto delle disposizioni vigenti, ma con celerità e vincoli burocratici ridotti al minimo; l’attività di coordinamento delle azioni di contenimento e prelievo spettino alla polizia provinciale; gli agricoltori vengano coadiuvati dalle stesse forze dell’ordine, da guardie venatorie volontarie, ma possano delegare le attività a cacciatori abilitati iscritti all’apposito registro regionale; il calendario venatorio venga allargato fino a comprendere i mesi che vanno da settembre a gennaio; le carni degli animali vengano destinate alla beneficienza nel rispetto di standard di sicurezza o vengano valorizzati a sostegno dell’economia locale; che la regia complessiva di tali azioni di contenimento e prelievo sia affidata al prefetto». —
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