Sicurezza
La denuncia Uil: turni di 17 ore per gli infermieri del Regina Elena
carrara. Per i dirigenti, l’organico è ok, anzi ci sarebbero pure più lavoratori di quanto è il limite minimo. Per il sindacato Uil, c’è invece carenza di personale, tanto che nell’ultimo fine settimana gli infermieri sarebbero stati costretti a turni di 17 ore. È paradossale la situazione alla casa di riposo Regina Elena, situazione su cui interviene li segretario della Uil Fpl, Claudio Salvadori: «Il consiglio di amministrazione ha cassato pochi giorni fa le proteste dei lavoratori di cui mi sono fatto portavoce dicendo che il numero di infermieri in azienda è corretto. Anzi, ce ne sono in più. Chissà dove li nascondono… Perché fra sabato e domenica, secondo quanto riportano i nostri referenti, due infermieri sono stati costretti a lavorare dalle 13 fino a 17 ore al giorno per garantire il servizio nei turni scoperti. Mancava un lavoratore sul turno dalle 16 alle 22 e dalle 22 fino alle 7 del mattino. E durante questa settimana appena iniziata sono ancora previsti quattro turni scoperti per una unità infermieristica, tre al pomeriggio e uno al mattino. Allora dove sono questi esuberi? Il cda li tiene nascosti nella manica o forse non sa far di conto? Propendiamo per la seconda ipotesi che spiegherebbe molte altre cose».
Salvadori riferisce di avere ricevuto nuove e veementi lamentele dai dipendenti del Regina Elena. Proteste che sono state esasperate dalle recenti dichiarazioni del consiglio di amministrazione durante una recente seduta della commissione bilancio di Carrara: «Va tutto bene, madama la marchesa. Ormai lo ripetono come un mantra. Hanno terminato le procedure per l’assunzione di infermieri e personale amministrativo e avrebbero rilevato che il numero di infermieri assunti sarebbe addirittura superiore alle linee guida di settore di due unità. Caspita. Ci si aspetterebbe una super efficienza, e invece continuiamo a ricevere segnalazioni di infermieri costretti a fare il doppio turno per coprire le assenze, anche su fasce consecutive, arrivando a lavorare dalle 15 alle 17 ore. Allora i conti non tornano e invitiamo il cda a confrontarsi con i sindacati, turnazioni alla mano per dimostrare che la situazione non è quella. Altrimenti prendano in mano i problemi e li risolvano. Perché questo sovraccarico di lavoro riguarda anche gli operatori socio sanitari (Oss), che non hanno riscontro né dalla direzione né dalla cooperativa in appalto. Chi lavora al Regina Elena è oggi stanco, fisicamente e mentalmente: si rischia il collasso. Per questo – conclude Salvadori – invitiamo l’azienda e il socio di maggioranza Comune a un incontro urgente per discutere dei problemi e individuare le migliori soluzioni da attuare in tempi brevi e con una visione a lungo termine». —
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