Il Tirreno

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Nessuna sorveglianza in quel tratto di litorale

Nessuna sorveglianza in quel tratto di litorale

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massa. C’è chi lo dice con rabbia, chi lo sussurra, ma lo vuol far sapere. Lo ripetono tutti in quella che una volta era una spiaggia e adesso, complice l’erosione che non concede tregua, è diventata una distesa di ciottoli, davanti alla ex colonia Torino. Ripetono che lì, in quel tratto di arenile pubblico, un bagnino dovrebbe esserci o almeno un cartello che avvisi che il servizio di sorveglianza non c’è.

Vero che i bagnini sono allo stabilimento vicino e vero pure che ieri sono accorsi alla velocità della luce, di fronte all’emergenza, con tanto di defibrillatore. Sì perché accanto a quella striscia di costa in cui le mareggiate battono forte, c’è il bagno Marchini. Stabilimento storico, da anni alle prese, con la forza del mare che si divora sabbia e spesso pure strutture, è uno dei bagni in cui, nell’ambito del progetto promosso dal Consorzio riviera apuana, è ospitato un defibrillatore. Defibrillatore e formazione a personale che opera nello stabilimento per l’utilizzo dello strumento.

Questo significa, come i balneari hanno sottolineato più volte, una risposta importante in termini di sicurezza, non soltanto per i clienti del bagno, ma per tutti coloro che frequentano la nostra scosta.

Ieri l’utilizzo del defibrillatore ha concesso almeno la speranza che la donna, turista lombarda di 71 anni, (leggi articolo sopra), potesse farcela. Ma probabilmente per un malore o per una caduta in mare, pur poco distante dalla riva, ha bevuto molta acqua e non ce l’ha fatta: è morta al pronto soccorso dell’ospedale apuano. In quattro giorni il tratto di litorale, di fronte a quelle che sono state un tempo le colonie, conta la morte di due persone: la 71enne di Gallarate, annegata ieri e il sacerdote polacco morto giovedì mattina. —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Massa