Il Tirreno

il caso serinper 

Nei video i “contenimenti” sui bimbi E i vertici della coop erano preoccupati

Manuela D’Angelo ; altro servizio a pag.8
Nei video i “contenimenti” sui bimbi E i vertici della coop erano preoccupati

Nelle carte della procura le immagini acquisite da telecamere e cimici che, una volta scoperte, Zoppi intercettato ammette: «Qualche errore lo abbiamo fatto nel nostro delirio di onnipotenza»

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Manuela D’Angelo

massa. Ci sono video e audio dei “contenimenti” dei minori all’interno delle strutture gestite dalla Serinper. Una manovra coercitiva che nessuno della cooperativa, però, avrebbe potuto eseguire, trattandosi di ospiti di una “comunità educativa” (i Numeri Primi di Massa, Aulla e Montignoso) e non di una comunità terapeutica. Ci sono i video di questi “contenimenti”, a volte molto invasivi, perché operatrici e operatori sono stati ripresi dalle telecamere installate dai Carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sulle case famiglia della cooperativa. E tutto è finito agli atti.

Anche il momento in cui i titolari, Benassi, Zoppi e Pucciarelli, hanno scoperto le microspie, iniziando una vera e propria “caccia” ai mandanti. I militari del nucleo investigativo di Massa entrano in Casa Ciampi grazie ad una utente della struttura l’11 settembre del 2018 e installano microspie audio-video e ambientali ovunque, nascoste tra le cassette elettriche in tutte le stanze comuni, sala, cucina, ufficio amministrativo, vano delle scale. A trovarle saranno molto tempo dopo gli elettricisti della Serinper work intervenuti a Casa Ciampi per un corto circuito che ha mandato in tilt l’intero impianto. Un corto circuito che i titolari pensano sia avvenuto proprio a causa delle microspie che avrebbero sovraccaricato l’impianto, tanto che Benassi minaccia addirittura di «chiedere i danni al carabinieri». Nell’aggiustare il guasto gli operai si ritrovano microspie, microfoni, telecamere e chiamano i titolari che, dell’accaduto non si capacitano. Iniziano frenetiche telefonate: tutti vengono informati, anche i direttori delle altre case di accoglienza e le operatrici, le quali sospettano che ad aver tradito la cooperativa sia stata una delle mamme, una di quelle di cui non si erano mai fidate: «Ci stai registrando? È bella la mia voce? Noi abbiamo la coscienza pulita. . dormiamo sogni tranquilli». L’altra ipotesi è che siano state tutte le mamme a mettere le microspie, per poi andare a denunciare quello che accadeva dentro Casa Ciampi: «Se qualcuna di quelle cinque imbecilli lì dentro ha fatto sì che lei potesse avere in mano qualcosa. . io veramente tolgo anche le uscite per Natale». Gli inquirenti capiscono che i tre titolari della Serinper sono molto preoccupati per questo “ritrovamento”: «C’è anche da dire che noi qualche sciocchezza… qualche errore lo abbiamo fatto anche noi nel nostro delirio di onnipotenza – dice Zoppi – e bisogna non farli più». Il primo a essere chiamato è il luogotenente dei carabinieri Giuseppe Garau (completamente estranei alla vicenda giudiziaria, ndr), che ricordiamo ha una figlia assunta dentro Serinper, raccomandata dal presidente del Consiglio comunale Stefano Benedetti. La prima risposta di Garau è frettolosa e, scrivono gli inquirenti, «imbarazzata e prudente». Chiamato dalla Pucciarelli dirà di non essere in caserma, di non saperne niente e consiglierà di far intervenire il 112. «È roba di procura sicuro – commenta la donna – non glielo vanno neanche a dire a Garau che c’ha la figlia che lavora da noi». Successivamente Garau consiglia di «rimuovere le microspie» e di «parlare solo con lui», «fotografarle, annotare i nomi dei tecnici che le hanno trovate e portarle alla stazione» dove lui li attende per la denuncia. E così fanno i tre anche se Benassi non è del tutto d’accordo, perché «in un servizio su Mafia capitale– dice– un avvocato trovando delle microspie decise di lasciarle e fare il doppio gioco per fottere gli inquirenti». Lo stesso Benassi in auto, prima di entrare al Comando dei carabinieri, dirà ai soci di prestare attenzione all’atteggiamento di Garau: «Guardare bene quello che si inventa eh? Che ci abbiamo una certa esperienza nel merito...». «Qui c’è una indagine– commenta la Pucciarelli alla fine dell’incontro– e lui non è stato accogliente come al solito... un campanello di allarme vi hanno messo, ora avete un campanello di allarme ha detto...». Secondo gli inquirenti è interessante come i titolari e i loro collaboratori reagiscono alla notizia delle microspie installate a Casa Ciampi. «Se è solo Casa Ciampi – commenta Zoppi – ti dico la verità oggi mi importa una sega...a me ora quello che mi preoccupa è dalle altre parti... perché poi... il contenimento ripreso... ». «Eh sì sono cazzi...non lo spieghi... cioè lo spieghi male» risponde Benassi. «Eh io c’ho paura di quello ragazzi». Dunque, secondo gli inquirenti, il grosso problema della Serinper non è tanto una indagine circoscritta a Casa Ciampi ma il rischio di una attività investigativa a largo raggio, che possa riguardare anche le altre strutture. I motivi di questi timori sono il contenimento dei minori, una manovra che i tre sanno sarebbe «impossibile da motivare o spiegare nel momento in cui viene filmata». Zoppi propone di bonificare tutte le strutture e Benassi aggiunge «ormani si smonta anche la macchina» «Se li contatti ora quando vengono? – chiede Zoppi– Cioè vengono in tempo, tipo domani? Non è che vengono tra un mese e intanto intercettano anche il porco...?». —

altro servizio a pag.8

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