Il Tirreno

Zubbani al primo cittadino 

«Caro De Pasquale, sul marmo non avete capito proprio nulla»

«Caro De Pasquale, sul marmo non avete capito proprio nulla»

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carrara. «Cinque anni persi per la città. E non hanno capito nulla». Angelo Zubbani, ex sindaco e segretario socialista, risponde a distanza a Francesco De Pasquale. «Se dopo cinque anni un sindaco con le valige in mano, ancora non ha compreso a che gioco ha giocato per tutto questo tempo, che non ha capito che quando si parla di marmo si parla di imprese, lavoro, investimenti e che in gioco c’è il futuro della comunità che a lui si era affidata, questo deve preoccupare seriamente – spiega Zubbani – A Carrara il settore del marmo comprende centinaia di imprese e migliaia di lavoratori che quotidianamente leggono le esternazioni schizofreniche di un’amministrazione e di un sindaco che proprio non ce la fa a capire che amministrare è anche fatica e sofferenza: la fatica di dover scegliere tra quello che si può e il rinunciare a quello che si vorrebbe. Nelle dichiarazioni che sono spesso il contrario dei comportamenti il sindaco e i suoi fidi grillini non ce la fanno a lasciarsi alle spalle la vuota verbosità residuo dei bei tempi dei Vaffa». «Stando all’opposizione le cose venivano facili: via i “pluricentenari privilegi” le cave al Popolo, i Beni estimati si cancellavano con un semplice atto di consiglio comunale e, infine, via i “psedudomafiosi” dalle poltrone del potere – continua – In pochi giorni il sindaco e l’amministrazione sono passati dalla volontà di allungare le concessioni all’infinito in cambio di pochi spiccioli, all’esproprio proletario con dichiarazioni squinternate che possono generare gravi conseguenze al comune e alle imprese. Ci troviamo davanti alla schizofrenia di chi, dopo anni di Palazzo, vagheggia rivoluzioni incompiute come se in questo tempo avesse vissuto sulla luna e non da sindaco di una città che avrebbe necessità di essere amministrata con una visione di futuro ancorata alla solidità delle montagne e al lavoro in cava e al piano. La cosa peggiore, stando alle cronache, è che non hanno imparato la lezione, anzi, l’hanno proprio sprecata. No caro sindaco: lei ha sbagliato ancora una volta». «Confonde i sogni che ha fatto e le promesse che non ha mantenuto, con la realtà che la condanna ogni giorno oltre i tribunali amministrativi e pare che più si avvicina la fine del mandato più tenti di avvelenare le sorgenti – continua – Carrara è città di fatiche e di lotte storiche ma non ha mai perso il senso della sua identità; quella delle cave è ancora la battaglia più significativa, simbolica anche, ma si fonda sul confronto quotidiano, con una storia propria che va conosciuta e con essa armonizzata. Molte cose nel tempo si sono tentate, alcune ancora attendono risposte, le avevano avviate diversi sindaci, tutti più seri di lei, alcuni più arditi altri più prudenti ma tutti sempre coscienti delle responsabilità che portavano davanti ai cittadini che alla fine comunque li hanno sempre rispettati perché li avevano sempre trattati da cittadini e non da elettori da sedurre con promesse fondate sul nulla». —

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