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tragedia in mare 

Ancora senza un nome l’uomo annegato a Partaccia

Ancora senza un nome l’uomo annegato a Partaccia

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MASSA. Nessuno – almeno fino a ieri sera – lo ha cercato. Nessuno ne ha dichiarato la scomparsa.

Non ha un nome, non una storia e una identità l’uomo annegato giovedì mattina nello specchio di mare di fronte alla ex colonia Ugo Pisa alla Partaccia. L’uomo, presumibilmente, si è tuffato dalla spiaggetta sassosa, accanto al Circolo della Vela, e da lì ha raggiunto le scogliere parallele alla costa, che disegnano una vera e propria vasca.

Attraverso lo stretto braccio di mare che separa quelle due scogliere, l’uomo è arrivato in mare aperto. In quel tratto, tanto più in un giorno di mare mosso come giovedì, la corrente spinge fortissimo. L’uomo – un cinquantenne secondo gli inquirenti – è finito dove non ci sono appigli, speranze. Sul posto sono intervenuti Capitaneria di porto, vigili del fuoco e uomini del Centro sub alto Tirreno, ma è stato inutile: il mare ha vinto.

Sulla spiaggetta sassosa gli inquirenti – procedono polizia e capitaneria di porto – hanno trovato una borsa. All’interno c’erano degli abiti e alcune creme solari con indicazione degli ingredienti e modalità d’uso in lingua straniera. Nessun documento, nessuna chiave. Neppure quella di un lucchetto di bicicletta. Niente telefono. Al collo l’uomo aveva un collana con un croce, ma senza incisioni.

Si è pensato quindi ad un turista che avesse raggiunto la spiaggia a piedi da una struttura ricettiva per un tuffo mattutino. Nessuno – salvo che l’uomo fosse in vacanza completamente solo – ha denunciato la scomparsa di qualcuno o il suo mancato rientro a casa, in albergo o in una qualsiasi altra struttura ricettiva.

Non è quindi escluso che si tratti di una persona straniera in vacanza da sola sul litorale apuano. —

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