Il Tirreno

marina di massa: litorale ko 

Bagni allagati e tanta rabbia «Basta soluzioni tampone»

Ivan Zambelli

Gli operatori alle prese con i danni di una nuova mareggiata in piena stagione Martini (Compagnia del mare): serve un intervento strutturale per la costa 

3 MINUTI DI LETTURA





Ivan Zambelli

Massa. «Adesso basta, devono dirci cosa vogliono fare per la costa». Il maltempo non si è ancora placato, la conta dei danni non si può ancora fare e la rabbia già divampa per questa ennesima mareggiata. Dopo la calma di inizio estate il mare è tornato a sferzare la costa: sabbia sulla strada, spiagge inclinate, bagni allagati, gazebo e torrette dei bagnini in mezzo alle onde. Come raccontano alcuni balneari, il mare ha colpito particolarmente il levante, cioè Ronchi e Poveromo, con allagamenti e file di ombrelloni rimossi; ma anche il resto del litorale non è stato risparmiato, come la zona di Marina, che ad ogni burrasca perde qualche pezzo di spiaggia, o del Marchini-Don Gnocchi, dove la riprofilatura di fine giugno non sembra neanche ci sia stata. Mare che è rimasto mosso per tutta la giornata soleggiata di mercoledì, causando non pochi grattacapi ai balneari che non sapevano dove mettere i propri clienti, dato che le prime file erano ancora inagibili. Era quindi inevitabile che riesplodesse la rabbia. Da anni i balneari invocano interventi strutturali per combattere l’erosione, e ricevono in cambio soluzioni tampone, come ripascimenti o riprofilature, che durano si e no un inverno. «Ci siamo stancati di fare gli appelli alla Regione -commenta Luca Martini, presidente della Compagnia del Mare-, stiamo segnalando questo problema da anni. I ripascimenti sono solo un corredo fine a se stesso. Quello che serve è un intervento strutturale, che metta in sicurezza la costa. Abbiamo presentato il progetto Tecnoreef, che ha ottenuto tutte le autorizzazioni; ma la Regione deve dirci cosa intende fare». Un appello simile arriva anche da Itala Tenerani, presidente del Consorzio balneari Massa: «Questa mareggiata è la conferma che oggi siamo già in ritardo per tutelare. I danni che la nostra costa subisce ad ogni mareggiata sono importanti, per cui è davvero urgente un intervento strutturale che tuteli la spiaggia. Non si può vivere solo di interventi tampone che vengono vanificati dalle mareggiate come quella in corso. Chiediamo alla Regione, visto che ha già messo la nostra costa al primo posto come bisognosa di interventi, di focalizzare l'attenzione su interventi di tipo strutturale da mettere in campo in tempi rapidi». Interventi che potrebbero arrivare con il Recovery plan: «Adesso -continua Martini- voglio vedere come intendono spendere quei soldi; ma se non arriverà nulla allora qualcuno dovrà risponderne». Certo è che i tempi della burocrazia non seguono quelli dell’emergenza. Si è visto ad esempio nel dicembre scorso, quando iniziarono le invocazioni per i ripascimenti; i soldi sono arrivati ad aprile, e per un intervento più contenuto, le riprofilature concluse due settimane fa, che se non sono già sparite poco ci manca. «Nei prossimi giorni parlerò con il gruppo -conclude Martini- e invieremo una Pec all’assessore regionale per organizzare un incontro a settembre». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini