Italia
Arriva la tazzina riutilizzabile L’obiettivo? Salvare l’ambiente
Si chiama Espresso Away e promette di sostituire con successo i bicchierini usa e getta A inventarlo è stato un massese, gestore balneare per lavoro, inventore per passione
l’invenzione
Esalta l’aroma del caffè, rispetta la salute delle persone, e anche quella dell’ambiente.
Sono questi i presupposti con i quali è nata Espresso Away, la tazzina da asporto riutilizzabile.
A inventarla è stato un imprenditore massese, Giorgio Gentili, gestore dello stabilimento balneare Bagno Maddalena a Marina di Massa.
«Ho un po’ il pallino d’inventare, di trovare cose nuove, e stavo lavorando su un altro prodotto, che poi ho venduto a un’azienda e quindi non posso parlarne, e lì mi è venuta in mente l’idea – le parole di Gentili – Stavo facendo delle ricerche sul Tritan, un materiale innovativo, creato appositamente per contenere liquidi ad alte temperature. Se all’estero c’è già una forte sensibilità sul monouso, da noi in Italia, se uno si prende il caffè d’asporto, non ha alternative al bicchierino di plastic a».
O meglio, non ce l’aveva prima. Ora l’alternativa esiste e si chiama Espresso Away.
«È appunto fatta in Tritan, materiale simile alla ceramica, ma indistruttibile – spiega Gentili – È sicuro, resistente, fatto per durare tantissimo tempo, risparmiando così sull’usa e getta».
Al balneare massese, insomma, è venuta l’idea, l’ha progettata, ne ha realizzato un primo prototipo che poi ha mostrato a Marco Bonotti, titolare dell’azienda apuana Snack&Drink, proprietaria del noto marchio Caffè Bonotti. Da qui il primo ordine importante che ha consentito di avviare la produzione.
«Appena Giorgio Gentili mi ha parlato dell’idea, ho subito pensato che sarei stato al suo fianco – racconta Bonotti – Da diversi anni la nostra famiglia cerca di orientarsi quanto più possibile verso l’utilizzo di soluzioni a basso impatto ambientale. L’obiettivo? Andare verso la sostenibilità di tutti i nostri servizi e processi, mantenendo inalterato il livello di qualità».
Espresso Away è progettata per fare tutte quelle cose scritte all’inizio di questo articolo.
Intanto vuol esaltare l’aroma del caffè, perché il contenitore per Giorgio Gentili cambia e molto la faccenda.
«Perché il caffè sia buono, ci vuole una tazzina da 70 ml – sostiene il balneare inventore – 80 al massimo. Non di più, altrimenti l’aroma si disperde subito. E poi ci vuole un fondo curvo, sennò la crema si spezza. Nel mio stabilimento ho eliminato completamente i bicchierini usa e getta, e i clienti sono contenti, mentre l’ambiente ne guadagna. Solo in Italia ne vengono buttati 7 miliardi ogni anno, molti dei quali finiscono nei nostri mari. 100mila tazzine Espresso Away consentirebbero di risparmiare 50 milioni di bicchieri monouso».
Ma come si può bere il caffè nella tazzina riutilizzabile di Giorgio Gentili?
«Ci sono due modi – spiega lui – Si può vendere ai privati, e uno lo usa dove vuole, in casa, in ufficio, e via dicendo, visto che è dotata anche di tappo. Oppure i bar, io qua allo stabilimento faccio così, danno il caffè nell’Espresso Away ai clienti, e loro lo riportano al bancone, una volta consumato. Il prezzo al pubblico della mia tazzina è di 7 euro. L’obiettivo? Non dico di eliminare del tutto l’usa e getta, ma di toglierlo in modo significativo sì». —
Francesca Lenzi
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