Il Tirreno

i numeri 

Prevista l’estrazione di nove milioni di tonnellate

I.Z.

La quantità è in linea con quelle precedenti L’elemento di novità e di discussione  è la riattivazione dei siti

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massa. I Pabe, sigla che sta per “Piani attuativi dei bacini estrattivi”, sono lo strumento normativo che organizza e disciplina le attività che per i prossimi dieci anni verranno svolte all’interno dei diversi bacini marmiferi.

Nel comune di Massa i bacini sono in tutto nove, ed avranno delle schede specifiche a seconda delle rispettive caratteristiche, partendo dal primo distinguo, ovvero se rientrano nelle aree contigue al parco delle Apuane o se sono industriali. In ogni bacino, poi, sono indicati i luoghi dove è consentita l’escavazione, quelli soggetti a tutela e conservazione paesaggistica, ai servizi di supporto alle attività estrattive e quelli di riqualificazione paesaggistica dove, ad esempio, si trovano i ravaneti da rimuovere. Nelle aree estrattive sono inoltre individuate dei punti di ricerca o di “prospezione’ dove non sarà possibile l’escavazione per i prossimi 10 anni ma, appunto, effettuare solo attività di ricerca.

I Pabe poi indicano i volumi complessivi di marmo estraibili nel prossimo decennio, ovvero 3 milioni e 335 mila metri cubi, che corrispondono a circa 9 milioni di tonnellate. Un grande volume, ma in linea con i precedenti; tuttavia, se il volume resta invariato ciò che muta è la distribuzione. In alcune cave sarà possibile estrarre più materiale rispetto al periodo precedente, ma soprattutto è prevista la riattivazione di sette cave: Piastramarina, Carpano di Sotto, Mucchietto, Puntello Borre, Cresta degli Amari, Rocchetta Saineto e Capriolo. Ed è questa la novità che sta facendo più discutere, dentro e fuori le istituzioni. La cava di Piastramarina, ad esempio, è situata nello stesso bacino dove sono presenti diversi sentieri del Cai e lo storico rifugio Aronte; e altri sentieri si ritroveranno a ridosso di cave ripristinate, con tutto ciò che ne consegue per il turismo montano e l’escursionismo in generale. Ma per scongiurare questo scenario, c’è la previsione di ancorare l’autorizzazione all'escavazione a premialità contenute nei singoli Pabe, chiedendo ad esempio al concessionario di contribuire al potenziamento turistico, attraverso restauri, compreso l’Aronte, manutenzioni e la realizzazione di un centro didattico universitario per lo studio delle Apuane. Ma è ancora presto per entrare nel dettaglio di questo o quel bacino. Ieri sera è iniziato il primo dei tre consigli comunali dedicati all’adozione dei Pabe, che si comporranno di due delibere distinte che riguardano rispettivamente le aree contigue al Parco e quelle industriali. A partire dall’adozione e per tutte le fasi procedurali che seguiranno fino alle delibere di approvazione finali i procedimenti amministrativi saranno così altrettanto distinti. —

I.Z.

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