Il Tirreno

a suon di bella ciao 

La contestazione è pacifica con le bandiere arcobaleno

La contestazione è pacifica con le bandiere arcobaleno

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Carrara. La contestazione è pacifica. Sulle note di “Bella ciao”, con l’Anpi rappresentato da Nando Sanguinetti e i giovani con le bandiere arcobaleno. «Siamo Jacopo Guadagni e Chiara Mazzi, rispettivamente due ragazzi di Carrara e Massa, l’uno ingegnere di formazione e attualmente impiegato nella consulenza digitale presso una multinazionale (in smart working causa pandemia), l’altra una sociologa attualmente impiegata nel ristorante di famiglia – raccontano – letto sul giornale dell’arrivo del senatore Salvini per la raccolta firme circa i sei referendum sulla giustizia, abbiamo deciso di contestare pacificamente e a debita distanza (dal lato opposto del viale Colombo) i banchetti per il referendum di cui sopra. I motivi sono molteplici: il dispiacere nel vedere un movimento liberale e libertario – come quello dei Radicali – fare letteralmente da “reggimoccolo” ad un partito dichiaratamente illiberale per quanto concerne i diritti civili. Il completo ostruzionismo che avviene in questo paese quando si parla di qualsivoglia diritto civile (dal divorzio ieri al ddl Zan oggi), come se riconoscere dei diritti ad alcune categorie sociali potesse ledere delle presunte “maggioranze”. Ecco perché eravamo rispettivamente con la bandiera arcobaleno del movimento LGBT+ e con quella intersezionale, che include anche altre lotte (come quella per i diritti delle minoranze etniche). La consapevolezza che, anche se solo in due, molti ci avrebbero seguiti, vivendo in una città Medaglia d’oro al Merito Civile e che vantò un plebiscitario 90% a favore della Repubblica 75 anni or sono. Infatti, così è stato: da due si sono aggiunte circa una dozzina di persone – da turisti, a un genitori arcobaleno (vedi il caso!), fino a 3 ragazzi iscritti all’Anpi, accompagnati all’agguerrito segretario Sanguinetti – a cui abbiamo distribuito delle bandiere arcobaleno, simbolo contro l’odio di qualunque forma. Ieri mattina si sono aggiunti alla nostra protesta – che doveva essere in solitaria – almeno una decina di ragazzi della Generazione Z, quella tanto stigmatizzata come indifferente e sorda alle istanze sociali. I ragazzi non sono né sordi né afoni, solo non trovano una classe politica e dirigente capace di ascoltarli». –

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