La manifestazione
Referendum eutanasia I promotori: «Ostacolati dalla burocrazia»
massa. È partita anche in provincia di Massa Carrara la raccolta firme a sostegno della richiesta di indizione di un referendum sul delicato tema dell’eutanasia legale. Un argomento che vede in prima linea l’associazione Luca Coscioni operativa anche in terra apuana. Ma proprio a Massa l’avvio della campagna referendaria sembra aver incontrato qualche difficoltà per colpa soprattutto di un iter burocratico farraginoso e incomprensibilmente complesso.
Lo denuncia in una lettera aperta Indirizzata al sindaco di Massa, Francesco Persiani, il referente dell’associazione Luca Coscioni e del comitato per il referendum sull’eutanasia legale Carlo Del Nero, che ha consegnato al protocollo del Comune 39 moduli di richiesta di autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico proprio per le postazioni di raccolta firme nel periodo compreso tra il 16 luglio e il 19 settembre.
«Come sa – scrive Del nero rivolgendosi al primo cittadino – per tali manifestazioni politiche non è richiesto alcun pagamento. E come sa tali iniziative politiche rientrano tra i diritti del cittadino sanciti dalla nostra Carta Costituzionale e tutelati dalla legge».
«Alla luce di ciò – prosegue la lettera – risulta incomprensibile la burocrazia che è imposta al cittadino per poter nella pratica usufruire di tale diritto. L’impossibilità di fare richieste multiple (per cui si rende necessaria la compilazione di un numero spropositato di moduli), la necessità di chiedere più autorizzazione a diversi uffici appartenenti alla stessa struttura comunale (Comune di Massa) quali ad esempio l’ufficio traffico, l’ufficio del mare, la lenta trasmissione della richiesta dall’uno all’altro ufficio, fino a giungere alla società Master srl per il definitivo rilascio dell’autorizzazione».
«Questa procedura – afferma ancora Del Nero – è chiaro segno della volontà di utilizzare la burocrazia per ostacolare il cittadino nell’esercizio di un suo diritto costituzionale». Del Nero ricorda che le autorizzazioni per iniziative come quella di cui si è fatto promotore «possono essere negate solo per gravi motivi, tanto che in molti anni di svolgimento di questa attività, mai mi sono visto negare tale autorizzazione né dalla questura né tanto meno dal Comune di Massa».
Da qui l’appello al primo cittadino perché intervenga urgentemente «per rimuovere questi assurdi ostacoli».
«Nel caso questa burocrazia dovesse intralciare lo svolgimento della nostra azione politica, provvederemo ad agire per il ripristino delle minime condizioni di agibilità democratica, anche passando da iniziative non violente, fino all’ottenimento di quanto auspicato». –
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