La protesta
“Liberi dai veleni”, al convegno le istituzioni non si presentano
CARRARA. «Dove sono le istituzioni quando devono esserci?».
A domandarselo è il Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico (Ccadbr), l’associazione Federalberghi apuo-versiliese ed il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, commentando l’assenza di rappresentanti istituzionali al convegno “Liberi dai veleni”, organizzato da Goletta Verde di Legambiente al bagno Morgana e definendola «una situazione surreale».
I firmatari del comunicato ritornano sulle dichiarazioni rilasciate al convegno dal geologo Andrea Piccinini, già coordinatore dell’associazione temporanea di imprese vincitrice dell’appalto per la campagna di analisi effettuata nella falda Sin/Sir apuana per conto di Sogesid Spa, società del ministero della Transizione ecologica. Piccinini aveva affermato che, se la Regione non avvierà quanto prima il procedimento volto all’individuazione dei responsabili dell’inquinamento, c’è il rischio concreto che il territorio perda i 25,5 milioni stanziati per le bonifiche, denunciando i ritardi di queste attività. CCadbr e Federalberghi ricordano che all'incontro ha partecipato anche il professor Fabrizio Bianchi, epidemiologo del Cnr di Pisa ed uno dei principali autori dello studio nazionale Sentieri, che ha indagato lo stato di salute in 45 Sin italiani, tra cui Massa-Carrara. Bianchi figura anche tra i curatori dell'aggiornamento regionale di Sentieri, relativo ai 4 Sin toscani, che, sottolineano gli ambientalisti, ha «confermato le criticità precedentemente emerse, specie riguardo gli indicatori di mortalità e incidenza di patologie riconducibili anche a esposizioni ambientali. La situazione che ci ha ulteriormente mortificati, -spiegano- non era legata solo ai preoccupanti dati degli studi, che purtroppo già in parte conoscevamo, ma all'assenza totale degli amministratori e della politica a tutti i livelli».
I due tecnici, sostengono i firmatari, «non dovevano essere lasciati soli ma al contrario essere accompagnati dagli amministratori e dalla politica, che con i soldi pubblici ha finanziato lo studio». Gli attivisti ricordano anche di aver preparato una “Carta della partecipazione e trasparenza dei cittadini residenti nei Sin”. «Con questa “Carta”, -riferiscono- abbiamo elaborato delle richieste con le quali si esprime una volontà di partecipazione rivolta alle istituzioni e alla politica. In primis, ci confronteremo con gli attivisti, con i cittadini e con soggetti interessati, presenti negli altri Sin della Toscana e, dopo questa condivisione, insieme sottoporremo le nostre istanze alle istituzioni e alla politica perché, dopo decenni di disattenzione e noncuranza, non intendiamo più subire quello che ci viene detto o promesso, ma vogliamo essere parte attiva anche dei processi decisionali, nei limiti di quello che la legge ci consente di fare. L’intento -concludono- è che le richieste scritte in questa “Carta” costituiscano oggetto di confronto e, si spera, di crescita, per tutti e tutte coloro che vorranno contribuire alla sua implementazione». —
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