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Goletta verde a marina 

Il “no” alla tombatura della foce del Carrione

Il “no” alla tombatura della foce del Carrione

Appello di Legambiente all’incontro sugli ecosistemi Paola Antonioli: un progetto per riqualificare l’area

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carrara. «No alla tombatura della foce del Carrione e del tratto di mare antistante»: ecco la proposta di Legambiente.

Si è svolto ieri a Marina l’incontro “ecosistemi fluviali: Il problema dell’artificializzazione delle foci” alla presenza di Andrea Porchera, Legambiente Carrara Sibilla Amato, portavoce di Goletta Verde, Francesco Rossi, Legambiente Massa & Montignoso, Gilberto Baldaccini, Legambiente Versilia e Federico Gasperini, direttore Legambiente Toscana.

«È ormai un dato di fatto che i corsi d’acqua toscani vivano profonde alterazioni morfologiche e di habitat, che si riflettono negativamente sulla qualità ecologica e allontanano dall'obiettivo di qualità previsto dalle normative europee. Per questo motivo, da tempo, sollecitiamo l’urgenza di porre la massima attenzione sulla gestione sostenibile dei corpi idrici soprattutto in termini di riqualificazione degli ecosistemi fluviali, di ripristino delle pertinenze fluviali e di rinaturalizzazione delle sponde impedendo l’impermeabilizzazione dei suoli. Questo non significa solo riqualificare gli ecosistemi - spiega Gasperini - ma ridurre il rischio idrogeologico».

Sono diverse le situazioni territoriali che meritano un’attenzione e una riprogettazione lungimirante, tra cui il progetto di un’estesa tombatura della foce del Carrione a Marina di Carrara per costruire il nuovo accesso camionabile al porto di Marina . «Ci opponiamo fermamente alla tombatura della foce del Carrione e del tratto di mare antistante - dichiara Mariapaola Antonioli, presidente di Legambiente Carrara. Un progetto che non tiene minimamente conto delle ripercussioni ambientali sul territorio, inducendo il rischio di nuovi alluvioni. Insieme a Goletta Verde ribadiamo la nostra proposta di ampliare la foce da 30 a 120 metri e l’attuale ponte ferroviario, eliminando la strozzatura dell’attuale ponte stradale che va sostituito con un ponte strallato sospeso senza campate in alveo. È evidente - prosegue Antonioli - che solo in questo modo il nuovo accesso permetterebbe di ridurre l’incombente rischio alluvionale. Inoltre, questa soluzione permetterebbe la rinaturalizzare del tratto fociale del Carrione con la creazione di un parco lineare costiero tra la foce del Carrione e quella del Lavello. Accrescere il valore ecologico e paesaggistico è un imperativo per restituire finalmente l’area adiacente, oggi fortemente degradata, alla fruizione pubblica». —

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