Sicurezza
A settembre la nuova società e la promessa del rinnovo
massa. A settembre, il servizio di trasporto pubblico locale dovrebbe passare a Autolinee toscane, la filiale italiana della francese Ratp Dev, vincitrice della gara per la gestione del servizio in Toscana.
Ci sono voluti cinque anni e sei diverse sentenze (di cui una anche della Corte di giustizia dell’Unione Europea) per stabilire che meritava di vincere quella gara che si era aggiudicata nel marzo 2016 e con l’inizio del nuovo anno scolastico dovrebbe, a questo punto, partire.
La sentenza del consiglio di Stato dei giorni dovrebbe aver messo fine alla battaglia giudiziaria imbastita da Mobit, consorzio che accoglie, tra gli altri, Cap di Prato e Ctt nord, arrivato secondo, che ha sempre sostenuto che la gara aperta dalla Regione non fosse stata corretta.
Il contratto di concessione per l’acquisto degli autobus e dei garage di Mobit era già stato firmato il 10 agosto dello scorso anno, ma poi era stato congelato in attesa della sentenza che è arrivata nei giorni scorsi.
In ogni caso, i lavoratori passeranno automaticamente ad Autolinee toscane. Che, intanto, promette la sostituzione del 70 per cento dei bus. È stata la stessa Autolinee toscane ad annunciare la sostituzione, attraverso lo strumento del leasing, di 2. 100 mezzi in Toscana – su un totale di tremila bus – e il funzionamento di 90 depositi e 5. 300 addetti al lavoro. Ed è stato calcolato – fa sapere Autolinee toscane – che la gestione del servizio – oggi realizzata attraverso 22 aziende diverse – quando confluirà nell’operatore unico, la Regione potrà risparmiare circa otto milioni di euro all’anno. E tutto questo dovrebbe portare una ventata di aria fresca in provincia. —
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