Trasporti
Commissione d'indagine su Serinper, il presidente del consiglio comunale è d'accordo
Il presidente del consiglio apre alle opposizioni: «Possibile che il nostro settore sociale
non si sia accorto e non abbia denunciato?»
MASSA.Sì alla commissione d’inchiesta sul caso Serinper. La richiesta avanzata dalle opposizioni in consiglio comunale a Massa trova un inatteso alleato (o forse no, viste le novità degli ultimi mesi sul fronte degli equilibri politici in maggioranza). Ad aprire alla possibilità della costituzione di un organismo interno che faccia piena luce sullo scandalo, senza entrare nel merito dei risvolti giudiziari della vicenda, è il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti. «Leggo che la minoranza consiliare ha presentato una richiesta di commissione di indagine sulla vicenda Serinper – scrive l’esponente di Forza Italia –, richiesta che mi troverà assolutamente d’accordo, se formulata nel rispetto del regolamento del funzionamento del consiglio comunale».
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Benedetti spiega quali sarebbero, a suo avviso, le buone ragioni per dare il via a una commissione del genere. E lo fa nella veste di esponente del consiglio comunale ma anche da imputato in attesa della decisione del giudice sulla richiesta di rinvio a giudizio nel procedimento aperto sul caso Serinper, vicenda nella quale Benedetti è entrato con l’accusa di traffico illecito di influenze. A lui viene attribuita – e sarà da dimostrare eventualmente in giudizio – la responsabilità di aver usufruito della propria posizione per favorire assunzioni di persone a lui vicine nella cooperativa. Filone d’indagine, questo, parallelo e collegato a quello sulle modalità con le quali la coop gestiva gli ospiti delle strutture sul territorio.
«Trovo a questo punto giusto e legittimo utilizzare uno strumento previsto dalla normativa e che permette ai consiglieri comunali di costituire una commissione che dovrà operare in modo trasparente, evitando ingerenze con le indagine portate avanti dalla Procura della Repubblica – prosegue Benedetti –. Dopo il coinvolgimento di dipendenti del Comune e anche del sottoscritto e preso atto della costituzione di parte civile presentata con largo anticipo rispetto ai tempi consentiti e quindi della volontà da parte del sindaco di Massa di voler chiarire la vicenda a livello amministrativo e penale, ritengo che sia necessario attivare la commissione. Perché? Sicuramente per verificare il lavoro svolto dai dipendenti comunali e quindi non solo quello burocratico e operativo, ma anche quello di controllo del rispetto delle convenzioni stipulate e del buon andamento delle strutture che hanno operato con il Comune».
«In sintesi – aggiunge ancora il presidente del consiglio comunale massese – la questione può essere ridotta alle presunte o meno responsabilità di chi aveva il dovere e l’obbligo di vigilare. Le indagini della Procura, soprattutto sulla ipotetica mala gestione delle strutture Serinper, si sono concentrate nel nostro comune ed è qui che la Procura ha svolto le indagini con accuse molto pesanti di maltrattamenti e altro. Personalmente sono garante fino al terzo grado e non mi permetterò di esprimere accuse neanche contro me stesso fino alla condanna definitiva, ma ciò rientra nel livello penale, ma questo non ci deve impedire di accertare le attività svolte dal nostro settore sociale e con esso dai nostri funzionari e dirigenti».
Poi Benedetti va oltre, nelle sue considerazioni, ipotizzando lo scenario che, a suo avviso, non solo legittimerebbe ma renderebbe indispensabile fare piena chiarezza in sede amministrativa sull’accaduto. «Nel merito, mi viene spontanea una domanda – afferma – se per ipotesi, le accuse mosse dalla procura della Repubblica dovessero risultare veritiere, è possibile che il nostro settore sociale non si sia mai accorto di nulla e nulla abbia mai denunciato? A questo punto i casi sono due: o risulterà tutto falso e inventato, oppure saranno individuati dei colpevoli. Nel secondo caso, se dovessero essere individuati dei colpevoli all’interno della Serinper, siamo sicuri che nel settore sociale del comune di Massa, oltre alla assistente sociale inquisita, nessuno abbia mai saputo nulla e perché non sarebbe intervenuto in quel caso? Mi risulta che la Serinper, che per me fino a prova contraria lavorava bene, abbia quintuplicato il fatturato in pochi anni e che il Comune di Massa sia stato uno dei maggiori fornitori e questo è già un buon motivo per costituire una commissione ad hoc e verificare tutto l’iter e tutti i passaggi degli ultimi anni, poi, ovviamente, dovremo approfondire il canale dei controlli e quindi leggere tutti i verbali e sentire come testimoni tutti gli addetti al settore».
Il presidente del consiglio comunale pensa a «un’indagine amministrativa supportata da tutti i gruppi consiliari, perché questa è materia di tutti e non solo della minoranza o della maggioranza e quando di mezzo ci sono gli interessi della comunità e a maggior ragione quelli dei minori, tutti coloro che sono all’interno delle istituzioni devono in qualche modo attivarsi per individuare delle soluzioni. Già in passato furono costituite delle Commissioni di Indagine e per tutte ricordo quelle richieste dal sottoscritto sulla Massa Servizi Spa e sullo scandalo dei cimiteri. In quell’ambito furono votate all’unanimità dei presenti e lavorarono intensamente per addivenire a delle conclusioni importanti di tipo amministrativo e non penale».
Benedetti richiama alla memoria, forse non a caso, la vicenda della Massa Servizi Spa, nella quale fu coinvolta un’altra delle figure che oggi – in maniera diversa e senza addebiti di alcun tipo sul piano giudiziario – appare nelle carte della procura per la vicenda Serinper: l’ex dirigente del settore sociale Massimo Tognocchi (oggi in pesnione e non indagato). Benedetti ricorda di aver inviato la documentazione su Massa Servizi alla Corte dei Conti Regionale che «diede seguito ad una indagine amministrativa che portò alla condanna di Massimo Tognocchi, attuale sub Commissario della Casa di Riposo Ascoli, con Sentenza della terza sezione centrale di Appello numero 449 del 29 novembre 2018, quindi con sentenza ormai passata in giudicato, a risarcire il Comune di Massa per un danno erariale pari a euro 139.157,96, oltre agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria». Benedetti ricorda gli elementi della vicenda aggiunge: «tutto ciò era emerso anche attraverso gli accertamenti della commissione d’indagine. Questo fatto chiarisce bene l’importanza di una indagine amministrativa fatta dai gruppi consiliari».
«Per questi motivi – conclude Benedetti – dopo aver letto la richiesta e appurato che non vi siano delle ingerenze con la parte penale che riguarda la procura della Repubblica, il sottoscritto voterà a favore».
Come dire. Il dado è tratto e la partita si giocherà ora sul piano della politica e degli equilibri in “casa” Francesco Persiani verso il quale il partito di Benedetti aveva già lanciato segnali inequivocabili della necessità di un cambio di rotta. Che ci si avvicini a una stagione di cambiamenti è facilmente prevedibile. Ma la direzione, del cambiamento, per ora non è affatto scontata. —
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