Sicurezza
Elia Bertoli: un super-alpino dall’Afghanistan alle piste da sci
Il maggiore fivizzanese torna dalla missione Resolute support con l’encomio dei superiori: «Ha lavorato in modo esemplare»
FIVIZZANO. Anche un fivizzanese tra i protagonisti dell’operazione Resolute support svolta dai soldati italiani in terra afghana, che si è conclusa nei giorni scorsi dopo 20 anni. Si tratta del maggiore di Fanteria alpina Elia Bertoli, 37 anni, che vanta un brillante curriculum militare. Ha iniziato la sua carriera come volontario in ferma breve presso il 185° reggimento Paracadutisti di Livorno. Dopo aver superato con successo il corso basico per divenire operatore delle Forze speciali italiane, risulta vincitore del concorso per l’ammissione al 187° corso Fermezza presso l’Accademia militare di Modena dove assume il grado di tenente e viene assegnato al 3° reggimento Alpini di Pinerolo. Dal 2010 al 2016 Bertoli svolge l’incarico di comandante di plotone Mortai pesanti e vice comandante di compagnia fucilieri, partecipando alle operazioni fuori area in Afghanistan prima e in Somalia poi.
Nel 2016 diviene comandante della 34° compagnia Alpina presso la sede di Oulx (Torino) dove presta servizio in qualità di comandante del dispositivo militare presso il sito Tav in Chiomonte per diversi mandati e comandante di compagnia nel teatro operativo iracheno. Dal 2017 al 2018. Nel settembre del 2019 frequenta il corso ufficiali di Stato maggiore ottenendo ottimi risultati. Attualmente è assegnato al centro di Addestramento alpino in qualità di comandante della sezione Sci alpinistica, considerata “fiore all’occhiello” delle truppe alpine.
Tornando sulla missione in Afghanistan, si legge in una nota diffusa dalle Forze armate, «il maggiore Bertoli ha affrontato con perspicacia e fermezza ogni tipo di situazione sostenendo, senza alcuna flessione, carichi di lavoro intensissimi, protratti nel tempo e di estrema delicatezza. L’ufficiale ha interpretato il proprio ruolo in modo esemplare, senza preservare energia alcuna. Si è distinto per l’incisiva azione esercitata durante l’intero periodo trascorso all’estero, coordinando con maestria e massima efficacia, complesse e diversificate interazioni tra i diversi comandi e le rappresentanze diplomatiche presenti in Afghanistan, ottenendo ogniqualvolta risultati lusinghieri».
Pier Giorgio Belloni, del gruppo Alpini di Fivizzano, autore di numerose missioni umanitarie in paesi di guerra e che aveva inviato materiale medico all’ospedale di Kabul, scrive di Elia: «Sono questi gli uomini che ci rendono orgogliosi come alpini e come fivizzanesi: uomini speciali, che danno fiducia e speranza per il futuro. A loro va il nostro ringraziamento e il nostro abbraccio affettuoso». Un orgoglio anche per il papà Idilio e i fratelli Paolo e Francesco, quest’ultimo tenente colonnello delle Forze speciali. —
Marco Landini
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