Sicurezza
Una cerimonia in ricordo dell’ingegnere Taliercio ucciso dalle Brigate rosse
carrara. Una cerimonia per ricordare l’ingegnere Giuseppe Taliercio. Promossa dall’amministrazione comunale, si terrà domani, in occasione del 40° anniversario della sua morte.
Alle 10. 30, in Largo Giuseppe Taliercio a Marina di Carrara, la manifestazione sarà aperta dai saluti del sindaco Francesco De Pasquale e delle altre autorità presenti. Al termine, nella chiesa della Sacra Famiglia, la celebrazione della messa officiata dal vescovo Gianni Ambrosio.
L’iniziativa vuole ricordare la figura di Giuseppe Taliercio, ingegnere e dirigente del Petrolchimico Montedison di Porto Marghera, ucciso a 53 anni dalle Brigate Rosse, il 5 luglio 1981, dopo un sequestro durato 46 giorni. Nato e vissuto, durante gli anni della giovinezza, a Carrara dove ha concluso il suo percorso scolastico al liceo scientifico Marconi, laureandosi poi in ingegneria all’università di Pisa, Giuseppe Taliercio ha frequentato la vita parrocchiale, entrando in contatto con l’azione cattolica, formandosi verso una fede adulta, che lo ha spinto a vivere, sia lo studio che poi il lavoro, sempre intesi come servizio verso il prossimo. Le testimonianze di collaboratori, familiari e amici ne ricordano l’enorme spessore di dirigente attento e sollecito verso le necessità dei propri operai. La stessa colonna veneta delle Brigate Rosse, che lo prelevò nella sua abitazione, davanti alla moglie Gabriella e ai cinque figli, e che poi lo uccise, riconobbe l’errore e, attraverso la propria illogica azione, ne ha involontariamente esaltato la testimonianza sociale e cristiana.
Il 19 marzo 1982 Giuseppe Taliercio è stato insignito postumo della medaglia d’oro al valor civile con la seguente motivazione: «Direttore di uno stabilimento industriale, esercitava il suo incarico con profondo senso morale, onestà intellettuale e rigorosa coerenza, sempre a difesa delle istituzioni democratiche. Sequestrato da appartenenti a forze eversive non desisteva dal suo atteggiamento coraggioso e fiero e, barbaramente seviziato, veniva trucidato dai suoi carcerieri sacrificando la vita ai più alti ideali di libertà e di giustizia».
Il funerale venne celebrato nella chiesa parrocchiale di Marina di Carrara alla presenza dell’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini. La città di Carrara, dove riposa nel cimitero di Turigliano, vuole ricordare il suo esempio a 40 anni dalla morte, proponendolo come testimone di resistenza alla violenza e alle crudeli azioni del terrorismo, oltre che come esempio di uomo al servizio della propria comunità.
Sempre nell’ambito delle celebrazioni per il quarantesimo anniversario dalla scomparsa dell’ingegnere Giuseppe Taliercio, l’Azione Cattolica diocesana, con il patrocinio del Comune di Carrara, stasera alle 21, nel giardino di Casa Pellini ad Avenza, presenterà il libro del giornalista Pierluigi Vito, dal titolo “I prigionieri” (Augh! Edizioni); alla serata, coordinata dal giornalista e scrittore Giampaolo Simi, parteciperà anche il giuslavorista Prof. Pietro Ichino. Il romanzo si pone sulle tracce dei brigatisti per respirare tutto il dramma di un’azione che determinerà la spaccatura della Colonna Veneta delle Br. Oltre al prigioniero, che lotta contro la solitudine e la disperazione immaginando di scrivere lettere all’amata moglie, su tutti spiccano due personaggi: Emilio, uno dei membri dell’Esecutivo brigatista, rincorso dal fantasma di un amore infranto, e Marcello, il membro più anziano della Colonna, il primo a mettersi in discussione sull’inutilità dell’operazione. —
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