Sicurezza
«Cento famiglie in difficoltà per le scelte sul bagno Marino»
Una cliente dello stabilimento balneare scrive al primo cittadino De Pasquale
la lettera
Non finisce di far discutere il contenzioso legale sulla concessione demaniale che ha portato allo stop (per revoca della concessione) dell’attività dello stabilimento balneare Marino. Un tema molto sentito da clienti dello stabilimento, rimasti senza ombrellone, ma anche dai cittadini che nella struttura riconoscono un pezzo di storia del litorale di Marina di Carrara. Ora a scrivere al sindaco Francesco De Pasquale, è una cittadina che denuncia la beffa alla quale sono stati costretti i clienti. «Ritengo che ogni persona e, a maggior ragione, un amministratore deve avere sempre presente che “ogni azione ha delle conseguenze” – scrive nella missiva al sindaco Annamaria Pregliasco – Invece, sulla vicenda del Bagno Marino mi sembra che si siano sbagliati sia i tempi che le azioni. Non entro nel merito della questione legale dei canoni pagati o no. Mi riferisco al fatto che il provvedimento preso ha messo in seria difficoltà più di cento famiglie, alcune delle quali frequentavano il bagno da prima dell’ultima guerra, per tradizione familiare. Oggi alcune si sono temporaneamente trasferite, tenendosi comunque aperta la possibilità di tornare, altre hanno assunto un comportamento attendista. Tutte comunque speravano che la situazione si sarebbe in qualche modo risolta. Alcune di loro, addirittura, la scorsa stagione, pur non venendo in spiaggia causa Covid, hanno pagato lo stesso la cabina per non perdere quest’anno i “diritti acquisiti” negli anni. Quindi, per loro doppia beffa. Un simile provvedimento a ridosso della stagione, anche nel caso in cui il titolare non si fosse opposto, era destinato a creare disagi, perché non si poteva in così breve tempo assegnare ad altri lo stabilimento. Sarebbe stato opportuno pensare ad una soluzione transitoria tale da consentire di salvare la stagione. Se si fosse, ad esempio, nominato un commissario ad acta ci sarebbero stati due benefici. Le oltre cento famiglie avrebbero avuto la loro cabina e l’amministrazione avrebbe potuto contare su un’entrata che avrebbe almeno in parte ridotto il debito nei suoi confronti. In questi giorni, si legge la “brillante idea”: trasformare la spiaggia del bagno in spiaggia libera ed attrezzata. Se il Comune si può occupare di questo, perché non ha pensato di attrezzare la spiaggia per coloro che senza colpa ne sono stati defraudati? Perché non concordare una soluzione per venire incontro ai bagnanti storici?». —
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