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Nardi al governo: «Si faccia garante dei crediti vantati da Sanac»
massa. «Ho già parlato personalmente e direttamente con la viceministra allo Sviluppo economico Alessandra Todde della situazione alla Sanac di Massa e credo che a questo punto un intervento diretto del ministero e del Governo non sia più rinviabile perché ai lavoratori servono certezze sia sui salari sia sulle prospettive produttive dello stabilimento e quindi è necessario che il Governo si faccia garante dei crediti che Sanac vanta. Per questo ho predisposto una specifica interrogazione per chiedere risposte precise sia al Ministro dello Sviluppo economico, che ai Ministri delle Finanze e del Lavoro». Lo ha detto la presidente della commissione attività produttive della Camera Martina Nardi. Nell’interrogazione Nardi fa il punto della situazione spiegando che «gran parte delle commesse di Sanac derivano dalla società Ilva Spa di cui la stessa Sanac faceva parte fin dal 1995. Ma le recenti e perduranti note difficoltà giudiziarie e di gestione dell'acciaieria di Taranto, principale cliente di Sanac, stanno causando da anni un calo drastico degli ordini con una conseguente diminuzione di produzione, fatturato e personale».
«Nei mesi scorsi, a dicembre 2020 – ricorda Nardi –, Invitalia (società controllata dallo Stato tramite il Ministero dello Sviluppo economico ed Ministero dell’Economia e delle Finanze) è entrata nel capitale sociale di Ilva (con il 38%, ma con diritto di voto pari al 50%). Si è trattato inizialmente di un risultato apprezzato anche dai sindacati che da tempo caldeggiavano un ingresso del settore pubblico nella compagine societaria, ma nonostante ciò, dopo mesi, i problemi per Sanac non sono stati risolti e gli stessi sindacati hanno denunciato che dopo il mese di luglio 2021 potrebbero non esserci le risorse per pagare i dipendenti e le materie prime per garantire la continuità produttiva della fabbrica di Massa».
«Il problema quindi è che una azienda controllata dal Governo non rispetta i propri impegni con Sanac e ne fa pagare le conseguenze ai lavoratori – sintetizza Nardi – ad oggi Sanac vanta nei confronti di Acciaierie Italia crediti nell’ordine di 37 milioni di euro. Si tratta di materiale spedito, fatturato, ma non ancora pagato. A maggio si è garantito un po' di respiro all'azienda solo grazie al recupero di vecchi crediti con altri clienti, queste risorse garantiranno l'operatività dello stabilimento e il pagamento degli stipendi fino a luglio.
«Il perdurante silenzio del ministro è incomprensibile – conclude Nardi – Sto cercando di sollecitare un intervento non più rinviabile. Perché è necessario che fin da subito che il governo si faccia garante del pagamento dei crediti che Sanac vanta nei confronti di Acciaierie Italia». —
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