Rubano bottiglia da 700 euro «Ricompensa a chi la riporta»
massa. Venerdì la porta dell’enoteca “Pane e Pomodoro” in via Dante è aperta e il personale sta lavorando all’esterno: sono da poco passate le 18 e i camerieri stanno allestendo i tavoli sotto il gazebo. Beppe Pieretti, il titolare, lascia il locale qualche minuto per raggiungere la sua gelateria in viale Chiesa e ritirare la crema per la preparazione dei dessert. È allora che tre persone, volti sconosciuti, tra chiacchiere e battute, distraggono il personale. Qualcuno riesce ad entrare e si porta via una bottiglia. E davvero non si tratta di una bottiglia qualunque, ma di una Giulio Ferrari riserva del Fondatore, collezione 1995. Una bottiglia numerata, dotata di Id card e numero di riconoscibilità, parte di una collezione limitata di bottiglie uscite dopo 18-20 anni dalla vendemmia.
Certo i ladri non sono sprovveduti: non soltanto perché si portano via una bottiglia con un valore di mercato che si aggira sui 700 euro, ma anche perché si rendono conto della presenza delle telecamere e le evitano ben bene, rimanendo fuori dal campo di ripresa. Sono rapidissimi: aprono la scatola, si prendono la bottiglia e molto probabilmente – ricostruisce il personale del locale – la sistemano in una borsa. Poi se la danno a gambe. È lo stesso Beppe Pieretti, tornato all’enoteca, che si rende conto di quello che lui stesso definisce un furto con destrezza.
Ladri esperti, ma che commettono un bell’errore perché senza scatola e senza il codice identificativo Id la bottiglia che si sono portati via, a meno che la unica loro intenzione fosse bersela, non possono certo rivenderla. Indubbiamente non la comprerebbe l’esperto o il collezionista che ben comprende la perdita di valore per la mancanza di codice Id e scatola. Pieretti lancia il suo appello, ai ladri e a chiunque sappia dove si trovi quella bottiglia: «Per me ha un valore che va ben oltre quello di mercato. A chiunque mi restituisca la Giulio Ferrari riserva del Fondatore, collezione 1995, riconoscerò una ricompensa pari al valore di mercato della bottiglia sottratta». Centinaia di euro, quindi, a chi restituirà la pregiatissima bottiglia. —
Chiara Sillicani
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