Sicurezza
Luna park in area ex Dalmine, «ma la zona industriale è salva»
Persiani difende la soluzione: nessun rischio per gli insediamenti produttivi Ma l’autorizzazione finale arriverà solo dopo il collaudo delle giostre
Ivan Zambelli
MASSA. Diventa il protagonista del consiglio comunale il luna park in area ex Dalmine. Con il sindaco che difende la soluzione e replica a chi quella location l’ha contestata. Dal Partito democratico a Fiom e Confindustria, senza dimenticare Confartigianato.
Il sindaco ha ripercorso gli ultimi step della vicenda e ribadito che il luna park nasce per una iniziativa tra privati, i giostrai e il proprietario dell’area. Iniziativa di cui l’amministrazione era ovviamente a conoscenza e che ha accolto favorevolmente sia per l’opportunità di dare una mano a questo gruppo di lavoratori – ha motivato il sindaco – sia per aggiungere un tassello all’offerta turistica del territorio.
La zona individuata – ha aggiunto Persiani – era l’unica praticabile per quel genere di attività, e non c’era disponibilità di aree pubbliche.
Il sindaco ha voluto replicare alle singole contestazioni partendo da quelle mosse dall’onorevole Martina Nardi che pochi giorni fa ha incontrato i giostrai, così da calmare le acque. Proprio quell’incontro ha stupito il sindaco secondo cui è stato lo stesso partito della Nardi ad accenderli gli animi e il riferimento era ai consiglieri democratici.
E a chi dice – la stessa Nardi – che il luna park avrebbero dovuto essere allestito altrove, il primo cittadino chiede: «Dove? A Seravezza. Insomma, va bene il luna park, ma da un’altra parte. Prendo atto che il Pd è contrario».
Il sindaco ha ribadito che si tratta di una soluzione momentanea, giusto per un paio di mesi e ha sollevato perplessità – riferendosi alle preoccupazioni espresse da Fiom e Confindustria – sul fatto che l’area occupata dalle gistre possa essere definita “cuore della zona industriale”, sottolineando che anche il tema dell’intralcio al traffico e all’ospedale non ha forza.
Ampia la replica al presidente di Confartigianato: «Chericoni parla di “scelte”, ma non so a quali si riferisca. Invita la politica a non lavarsi le mani, infatti non siamo Ponzio Pilato e siamo passati dalle parole ai fatti. Vorrei capire anche cosa intenda – aggiunge Persiani – quando parla di equilibrismi amministrativi e di metodo».
E se Chericoni ha proposto di utilizzare il parco dell’Ugo Pisa per accogliere il luna park e dare una ripulita dell’area, il sindaco l’ha invitato a fare un giro da quelle parti, «perché – ha detto – il parco dell’Ugo Pisa lo troverà pulito. Forse non gira abbastanza sul territorio».
Repliche a chiunque abbia sollevato critiche, quindi, e alcune precisazioni su quanto fatto e sulle motivazioni che hanno portato a quella soluzione in zona industriale, a norma di legge – ha spiegato il primo cittadino – nel rispetto degli accordi tra privati, e senza stravolgere la zona o la logistica, civile e industriale: «Non andiamo a deregolamentare nessuna area industriale, è un’operazione che nasce qui e finisce lì. Abbiamo messo un cerotto ad una situazione di disagio per alcune persone, senza chiudergli la porta in faccia, cosa che sicuramente ci sarebbe stata rinfacciata. Che stiano tranquilli industriali e Confartigianato: quella non è una zona destinata a diventare del luna park, è semplicemente un’operazione momentanea per l’estate». Fermo restando che l’autorizzazione finale arriverà al momento del collaudo, che per forza di cose va fatto ad attrazioni allestite. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
