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L’alberghiero e l’impegno per gli alunni con disturbi

L’alberghiero e l’impegno per gli alunni con disturbi

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massa. Ne sono convinti alcuni genitori e, in particolare, la madre di un alunno dell’istituto alberghiero: i loro figli, con disturbi specifici dell’apprendimento o bisogni speciali educativi, non hanno avuto gli strumenti compensativi – dagli audiolibri alle mappe concettuali – necessari per l’apprendimento. E alla fine è arrivata la bocciatura.

A rispondere a quei genitori è Addolorata Langella, dirigente dell’istituto Minuto: «Le cifre – scrive – parlano chiaro riguardo all’attenzione dell’istituto e del suo personale verso i bisogni educativi speciali: su una popolazione di 756 studenti il 29,7% ha una certificazione, di essi il 20,6% ha un piano didattico personalizzato. Rispetto ai dati forniti, solo il 4% di essi – ecco il punto sulle bocciature – non ha in quest’anno conseguito il passaggio alla classe successiva per non aver maturato le competenze richieste dagli assi culturali e dai profili in uscita previsti dal percorso formativo dell’istituto».

E sugli strumenti compensativi, la dirigente, dopo aver spiegato cosa prevede la normativa in materia, assicura il massimo impegno da parte dell’istituto: «Per venire incontro ai bisogni formativi degli studenti e delle studentesse, il Minuto mette a disposizione gratuitamente, su richiesta delle famiglie, libri di testo e kit per l’apprendimento, ottenuti grazie alla partecipazione della scuola a due specifici bandi Pon (programma operativo nazionale ndr), a finanziamento europeo».

La dirigente, con una metafora, spiega il ruolo degli strumenti compensativi: «Gli strumenti dispensativi e compensativi per studenti e studentesse con Dsa – scrive infatti – possono essere immaginati come gli occhiali per le persone con disturbi della vista: come una persona con miopia, per esempio, può tranquillamente ottenere la patente e condurre un veicolo a patto che superi l’esame di guida portando le lenti, così gli alunni con certificazione di disturbo specifico dell’apprendimento possono conseguire, alla fine del percorso scolastico, il titolo di studio relativo. .. Restando alla metafora, la scuola è tenuta per legge a “fornire gli occhiali”, gli studenti, a loro volta, per guidare, devono prendere la patente cioè hanno il dovere di conseguire livelli di competenza idonei ad inserirsi proficuamente nel mercato del lavoro, allo stesso titolo degli studenti senza certificazioni». —©RIPRODUZIONE RISERVATA

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