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il caso 

Martina Nardi si schiera: «Sto con i giostrai ma no al luna park in zona industriale»

Ivan Zambelli
Martina Nardi si schiera: «Sto con i giostrai ma no al luna park in zona industriale»

La deputata Dem in visita alle attrazioni all’ex Dalmine si unisce al coro di critiche. «Almeno ne avessero discusso»

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MASSA. «Il lavoro va garantito, specialmente a chi è fermo da due anni a causa del Covid. Semmai, le critiche vanno rivolte a chi non ha gestito bene la comunicazione e non ha coinvolto la cittadinanza». Non le manda a dire la deputata del Pd Martina Nardi, che nel pomeriggio di sabato è andata in zona industriale, laddove si sta allestendo il luna park che fa già discutere. Lo scopo di Nardi era quello di stemperare gli animi, e fugare ogni dubbio circa la bontà di quel gruppo di lavoratori che da generazioni vive di sorrisi e spettacoli viaggianti, e che si è ritrovato in una polemica che non gli appartiene.

«Sono venuta per dare il benvenuto a queste persone e per chiarire alcuni aspetti, altrimenti si alimentano leggende metropolitane». Con lei c’erano un paio di rappresentanti dei giostrai, che hanno ribadito la bontà del loro lavoro e la drammatica situazione che stanno vivendo. L’incontro infatti è una conseguenza dalle critiche sollevate da più parti, ad esempio dal Pd locale, ma anche da Confindustria e dalla Fiom Cgil. Critiche tutte riguardanti l’inaspettata comparsa di un luna park in quella zona, considerato un controsenso in termini di politica industriale e che creerebbe problemi alla logistica, all’arrivo di nuove imprese, al traffico.

Polemiche ovviamente nei confronti di chi ha dato il via libera, cioè il comune di Massa, e non dei lavoratori del luna park. Per la verità, anche per la parlamentare dem la location è sbagliata: «Siamo tutti d’accordo ad avere questa attrazione nella nostra città, e sono certa che chi si è espresso in maniera critica non lo era di certo nei confronti dei giostrai. Tuttavia andava trovato un posto più vicino al mare o alle zone turistiche». Da quanto emerso dall’incontro, molte delle criticità paventate non sussistono, o almeno quelle riguardanti il parco: la zona, come domandavano i colleghi di partito, non richiede bonifiche, ha disponibilità di parcheggi, e gli stessi orari del luna park non andrebbero ad incidere con quelli delle fabbriche. I giostrai sono persone per bene, che da generazioni fanno questo lavoro. Pagano, ovviamente, un regolare affitto al proprietario del terreno, e lo hanno pure pulito avvalendosi di tre ditte massesi. Per non parlare della sicurezza, interna ed esterna, covid e non, doverosamente garantita anche con l’ausilio di personale ad hoc. Per usare un’iperbole, il luna park sarà come «una festa dell’unità», che resterà solo in maniera provvisoria.

Semmai, le critiche secondo Nardi vanno indirizzate all’amministrazione comunale: «É evidente che il problema nasce dall’amministrazione, che non ha saputo gestire alcune cose, a partire dalla comunicazione e dalla concertazione. Qui associazioni e sindacati hanno aperto il giornale trovandosi questa notizia. Forse un passaggio in consiglio comunale avrebbe dipanato i dubbi». Detto questo, resta l’amarezza tra i giostrai, ritrovatisi loro malgrado nella polemica. Per loro, dopo la decisione dell’amministrazione di Forte dei Marmi di sfrattarli dalla storica sede estiva a Vittoria Apuana, è iniziato un periodo di incertezza e l’accoglienza avuta dall’amministrazione di Massa sembrava aver dissipato. Non sapendo che il trasferimento alla ex Dalmine non era ben visto da tutti. 

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