Attenzione
Le piante seccano: ci pensano le donne ad annaffiarle
AULLA. Da qualche giorno, a passeggiare sopra il muro d’argine in viale Lunigiana, sulla sponda sinistra del fiume Magra, si viene presi dallo sconforto per le condizioni in cui sono abbandonati i fazzoletti di verde che lo punteggiano. La natura abbandonata.
In alcuni scorci, inoltre, c’è una copertura sul terreno e attraverso questa affiorano delle piante, ma la copertura servirebbe a trattenere maggiormente l’umidità, quindi non “soffocherebbe” le piante, come pensano alcuni. Certo è che se non piove o, comunque, quella copertura non viene bagnata, serve a poco. Rimane il fatto che complici le temperature torride di questo giugno rovente e l’assenza di precipitazioni, diverse piante che sono state messe a dimora sul muro d’argine stanno seccando, scatenando le reazioni di disappunto della cittadinanza nelle piazze reali e virtuali. Al punto che ne è scaturita una mobilitazione di alcune donne, sette per la precisione (a cui ha dato manforte un bambino di sei anni), guidate da Sabrina Erta, le quali si sono recate di persona, con secchi e annaffiatoi pieni d’acqua, a cercare di dare un po’ di sollievo alle piante stremate dalla sete nella serata di lunedì, dal Teta Market al supermercato Conad. Ed è la stessa Sabrina Erta, che non esclude il ripetersi dell’iniziativa, a ringraziare, con un post su Facebook, Cristiana Ricciotti, Alessandra Ciaralli, Federica Bertolucci, Manuela Vallarino, Ornella Cecconi, Cristina Cortesi e “il biondo del mio cuore (il bambino di sei anni, ndr) , che erano con me ad annaffiare le piante sul muro del ricordo». Sabrina Erta ha inserito nel post un paio di foto e un video eloquente: «Come si vede dal video in alcuni punti (pochi) l’impianto di irrigazione lasciava cadere poche gocce di acqua...cara Regione Toscana, che ne dici di darti una mossa? ». Perché il muro d’argine sul fiume Magra è stato realizzato dalla Regione ed è di sua competenza, come sottolinea anche il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, che abbiamo interpellato in proposito: «Ho fatto almeno una decina di richieste alla Regione affinché intervenga e finalmente dovrebbe stare per arrivare l’autorizzazione per irrigare le piante». —
Gianluca Uberti
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